La maestra: «Vorrei abbracciare tutti i miei alunni»

18 Maggio 2020

Lusiana Rapone, l’insegnante di Notaresco paralizzata dopo una caduta a scuola, racconta quarantena e didattica on-line

TERAMO. Quella volta che al telefono, nei giorni più bui del lockdown, ha raccontato una favola ai suoi alunni speciali ha capito che la didattica a distanza non è per l’inclusione. La “maestra Lusiana”, come la chiamano i suoi bambini, è una insegnante di sostegno e sa che integrazione non è solo imparare cose ma anche e soprattutto relazioni.
La “maestra Lusiana” è Lusiana Rapone, la 35enne di Notaresco che dieci anni fa rimase paralizzata dopo il crollo del muretto esterno della scuola in cui stava facendo la sua prima supplenza. Sorriso che travolge e forza che conquista dalla sua sedia a rotelle, per lei la quarantena è stata l’ennesima sfida. Laurea a pieni voti in scienze della formazione primaria con specialistica nel sostegno, insegnante amatissima all’istituto comprensivo di Notaresco, in questi mesi di didattica a distanza con le scuole chiuse e gli alunni a casa, ha inventato mille cose per includere anche senza avere la prossimità delle relazioni. «All’inizio non è stato facile», racconta, «la didattica a distanza corre il rischio di far emergere ancora di più le difficoltà. E così nei primi tempi mi sono sentita davvero impreparata, inerme, incapace di dare delle risposte immediate allo smarrimento iniziale dei miei alunni che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza relazioni scolastiche. Ho avuto la fortuna di avere genitori che mi hanno appoggiato in tutto e soprattutto quello di lavorare con una squadra che non si è risparmiata in niente. La preside Antonietta Battelli ha fatto di tutto e con tutte le insegnanti si è formata una squadra che è risultata vincente per quello che poi è stato fatto». E aggiunge: « Alla luce di questa esperienza posso dire che la sicuramente la didattica a distanza può essere un valido strumento di supporto, ma sicuramente non può sostituire quella con il contatto diretto tra insegnanti e alunni che rimane fondamentale. Certo i bambini ti fanno rimettere in gioco sempre perché ti costringono a guardare l’orizzonte anche quando vederlo è più difficile. In questi mesi di quarantena penso che siano stati i più colpiti, ma hanno subito in silenzio. Da un giorno all’altro hanno dovuto cambiare tutto: prima si sono sempre sentiti dire che la socializzazione è fondamentale, che devono aprirsi agli altri e poi, in un attimo, tutto è cambiato. Nessuna socializzazione, nessun contatto con gli altri, tutti a casa. Non è stato facile per nessuno, ma per i piccoli sicuramente la prova è stato molto più difficile». E ora la maestra Lusiana non vede l’ora, quando si potrà fare, di abbracciare i suoi alunni. Uno per uno.(d.p.)
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