La maggioranza compatta in difesa di Costantini

Respinta con 11 voti contro 5 la richiesta di dimissioni fatta dalla minoranza Il sindaco: «No alle polemiche, spero che si avvii un percorso di pacificazione»
GIULIANOVA. Il consiglio comunale di ieri è stato preceduto di qualche ora dall’esposizione di uno striscione affisso su un balcone che si affaccia sulla piazza dove insistono anche le finestre della sala consiliare. La scritta è simile a quelle apparse in città nei giorni scorsi: “Ridateci i nostri voti”. Un chiaro riferimento alla scelta effettuata dal sindaco Jwan Costantini di approdare alla Lega abbandonando la bandiera del civismo sotto cui era stato eletto.
In apertura della seduta, che si è svolta senza la presenza di giornalisti e fotografi, tenuti fuori dai vigli urbani per asserite ragioni di sicurezza, lo stesso sindaco ha auspicato per la politica in città un percorso di pacificazione. Auspicio venuto subito meno con l’ordine del giorno presentato dal Cittadino Governante che ha chiesto le dimissioni di Costantini. Così il capogruppo Franco Arboretti: «La richiesta ci è stata sollecitata soprattutto da persone appartenenti all’area di sinistra che al ballottaggio hanno votato Costantini. Una preferenza poi tradita. La collocazione del sindaco e della sua giunta, con l’adesione alla Lega di Salvini, si è spostata a destra. Tra l’altro Costantini, che aveva tra i suoi candidati diversi personaggi provenienti dal centrosinistra, in campagna elettorale si è proposto sempre come civico e comunque alternativo alla Lega. I conti non tornano ed è per questo che il sindaco deve dimettersi ridando la parola agli elettori». La replica di Costantini è stata: «I cittadini hanno bisogno di risolvere i tanti problemi accentuati dalla situazione sanitaria in corso. La nostra premura è di metterci a lavorare tutti insieme per uscire dalla crisi. Dico no alle polemiche e sì alle risposte concrete. Invito il Cittadino Governante ad apportare degli utili consigli. Spero che si avvii un percorso di pacificazione come sta avvenendo a livello nazionale, mettendo da parte le polemiche».
Pietro Tribuiani (Lega Abruzzo Salvini) ha rincarato la dose rivolgendosi così alla giunta e ai consiglieri di maggioranza: «Dovreste andare tutti a casa in quanto quello che ha messo in atto Costantini è stato un inganno elettorale che potrebbe anche avere dei risvolti non solo di carattere etico e morale». Ieri Tribuiani e Gianni Mastrilli erano gli unici consiglieri della Lega presenti in aula perché il gruppo bis del Carroccio, creato a sostegno di Costantini, si costituirà nella prossima seduta.
A difesa delle scelte del sindaco sono intervenuti un po’ tutti i gruppi di maggioranza, a cominciare da Ernesto Ciafardoni di Forza Italia per proseguire con la consigliera Carina Guevara Di Valerio di Verso. Dopo gli interventi di sostegno al sindaco di Valentina Piccione (Giulianova Turismo) e Matteo Carpineta (Giulianova in Movimento), il voto dell’aula ha respinto a larga maggioranza (11 a 5) l’ordine del giorno che chiedeva le dimissioni di Costantini. A seguire l’interpellanza sempre del Cittadino Governante sulle nomine all’Ente porto e una mozione sulla gestione e situazione Covid in città illustrata da Franco Arboretti, che ha invitato l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì a partecipare ad una seduta di consiglio comunale.
Prima della discussione prevista dall’ordine del giorno, è stata inserita una risoluzione urgente riguardante la squadra di basket in carrozzina dell’Amicacci che giovedì ha ricevuto una mail da parte della Tua con cui è stato annunciato l’esaurimento del budget per le trasferte. Il sindaco, investito del problema all’unanimità dall’assemblea, ha detto: «Come Comune contribuiamo con oltre 16mila euro alle attività dell’Amicacci. La società, che milita in A1, porta lustro alla città e sarebbe grave non consentire le due prossime trasferte di Cantù e Bergamo. Parlerò presto con il presidente della Regione e con quello della Tua per risolvere la questione».
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