«La maggioranza è svanita», attacco di Obiettivo comune

29 Luglio 2014

Roseto, due consiglieri assenti e manca il numero legale Il gruppo passato all’opposizione: fate subito chiarezza

ROSETO. «La maggioranza non esiste più». A questa conclusione è giunto Michele Nuzzo, portavoce del gruppo ‘Obiettivo comune’, la lista che nelle ultime amministrative ha dato una mano decisiva per la vittoria del centrodestra e l’insediamento di Enio Pavone con tutto il suo entourage, tanto da ‘meritare’ il posto d’onore nella giunta, quello cioè di vicesindaco, affidato ad Alfonso Montese. Un’alleanza non durata a lungo, tanto che qualche mese fa Montese si è dimesso e il consigliere in carica di Obiettivo comune, Pasquale Di Felice, si è distaccato dalla maggioranza, indebolendola.

La situazione si è fatta evidente - per certi versi piuttosto critica, secondo gli ex alleati di Obiettivo comune - durante l’ultimo consiglio comunale: è venuto a mancare il numero legale perché due consiglieri di maggioranza (Gianfranco Marini, liberalsocialista e Enzo Di Giulio, eletto nelle file del Pdl) sono risultati assenti. «I consiglieri interessati», dice ancora Nuzzo «hanno l’obbligo di presentarsi in consiglio e spiegare se i contrasti emersi sono stati superati e, in caso contrario, trarne le doverose conseguenze. Questo non è sinora avvenuto; si è preferita l’assenza all’assunzione di responsabilità». Una strigliata in piena regola, dunque, che provocherà una reazione nella maggioranza, oltre ai chiarimenti dei consiglieri chiamati in causa. «Auspichiamo che quella dei due consiglieri assenteisti sia un’azione politica seria», incalza Obiettivo comune «posta in essere a beneficio della collettività. Soprattutto perché, a voler tirare le somme di tre anni di questa amministrazione il bilancio è decisamente negativo, ma non perché, come sostiene il sindaco, dal 2011 al 2014 il mondo è cambiato e non ci sono più i mezzi per amministrare in maniera efficace e costruttiva. Il mondo era già cambiato a metà 2011 e quindi c’era (e ci doveva essere) la consapevolezza delle difficoltà che si sarebbero incontrate. In conclusione, invece di sbandierare l’ormai abusato slogan “vota Pavone, cambia Roseto”, rivelatosi una triste predizione in negativo, l’attuale giunta avrebbe dovuto lavorare bene con i mezzi di cui disponeva».

Federico Centola

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