La mancata notifica della Pec scalda il dibattito in aula per ore

29 Giugno 2023

L’opposizione chiede verifiche puntuali sul caso e mette in dubbio la legittimità della seduta Il sindaco parla di semplice «difetto di forma», la segretaria dice: «Seconda convocazione valida»

TERAMO. La Pec della discordia ha tenuto banco anche ieri, scaldando gli animi e monopolizzando la discussione in aula per due ore. Con incursioni sul tema anche nel corso dei successivi lavori, quando la querelle sembrava superata a favore dei punti all'ordine del giorno.
LO SCONTRO. La mancata notifica tramite posta certificata alla consigliera Caterina Provvisiero della convocazione del consiglio comunale di lunedì scorso, che già aveva incagliato il dibattito in quella seduta sfociata nel rinvio, è tornata al centro dell'assise di ieri, riconvocata per comporre le commissioni. Quando i lavori sono iniziati, la discussione è subito tornata sulla Pec e sulla gestione delle comunicazioni da parte degli uffici comunali: l'opposizione ha riaffermato l'importanza della forma degli atti della pubblica amministrazione e chiesto una verifica puntuale sulle nuove comunicazioni legate alla convocazione bis, avanzando anche il dubbio circa la legittimità della seconda seduta, quella di ieri cioè. Aspetti giuridici che «sono importanti perché se esiste un regolamento questo va rispettato: è da incoscienti superare la questione senza i dovuti accertamenti. La forma è sostanza», ha detto il consigliere Carlo Antonetti. Sulla centralità delle regole sono intervenuti anche gli altri rappresentanti dell'opposizione che hanno chiesto di poter avere la documentazione delle Pec e di sapere dalla segretaria comunale se il consiglio fosse legittimo. La maggioranza non è rimasta a guardare e ha inanellato interventi volti a ricostruire la vicenda, nata da un indirizzo mail errato fornito da Provvisiero, fino a stigmatizzare le polemiche della minoranza bollate come strumentali e ostruzionistiche.
I CHIARIMENTI. Il dibattito si è scaldato in più passaggi, con botta e risposta dal sapore più politico che giuridico. A chiudere la discussione sono stati i chiarimenti del sindaco Gianguido D'Alberto e della segretaria generale Daniela Marini. Il primo ha confermato il difetto di forma, sottolineando la “corresponsabilità” della consigliera Provvisiero e ribadendo come sia lei che il consigliere Alessio D'Egidio (che pure non avrebbe visionato la Pec di convocazione) avessero comunque notizia del consiglio comunale. Il sindaco si è addentrato in riflessioni giuridiche per spiegare come la conoscibilità degli atti fosse evidente nonostante il difetto di notifica e come questo non abbia comunque leso il diritto dei consiglieri a partecipare alla seduta alla quale comunque ieri D'Egidio non era presente mentre Provvisiero è arrivata a mezzogiorno. La segretaria, citando un parere del ministero, ha definito legittima la seduta in seconda convocazione. Capitolo chiuso, ma non troppo. A riaprirlo, quando si stava affrontando uno dei punti all'ordine del giorno, è stata Provvisiero che rispondendo a chi l'aveva accusata di non essere stata presente in aula ha detto: «Per impegni arrivo adesso, ma arrivo quando mi pare», riavvolgendo poi il nastro della mancata notifica e incalzando sul rispetto delle regole.
LE COMMISSIONI. La parte finale della seduta ha visto la composizione delle sei commissioni permanenti (che indicheranno successivamente i presidenti) e di quella di garanzia e controllo la cui presidenza va a un esponente di minoranza. La scelta è caduta su Franco Fracassa, con la maggioranza che si è astenuta per la quasi totalità dal votarlo con polemiche legate alla mancata produzione da parte del consigliere, già presidente della commissione nella scorsa consiliatura, dei verbali delle riunioni. I consiglieri Lanfranco Lancione e Andrea Core hanno aspramente criticato sia la circostanza specifica che l'assenza in aula, durante i lavori per le commissioni, di Antonetti: «Il capo dell'opposizione parla di forma e sostanza per ore e si assenta proprio ora sul primo vero atto concreto di questo consiglio», hanno detto.
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