«La marijuana light non è stupefacente»

23 Marzo 2018

Parla il tabaccaio a cui la guardia di finanza ha sequestrato quattro chili di sostanza: «Farò richiesta di dissequestro»

ROSETO. «Di illegale non ho fatto nulla. La marijuana light si può vendere e pretendo che mi venga restituito tutto il materiale sequestrato». Roberto Salmini, marito della titolare della tabaccheria “Planet Smoke”, dove nella giornata di mercoledì la guardia di finanza ha sequestrato 20 bustine di canapa light per un totale di circa quattro chili (primo caso in Abruzzo), interviene per dare la sua versione dei fatti e la sua decisione di mettere in vendita il prodotto dopo l’entrata in vigore della legge 242 del 2016, introdotta per consentire la produzione di marijuana principalmente con scopi industriali o terapeutici.
Per la normativa la marijuana legale deve avere un valore di Thc, il principio attivo, non superiore allo 0,2%. «Il fiore della canapa light viene venduto confezionato e così deve rimanere perché è un prodotto a uso tecnico», dice Salmini, «si è abituati a consumarla come prodotto da combustione, ma non viene venduto a quello scopo, non è un prodotto alimentare perché non si mangia, e non è un prodotto farmaceutico perché non è una medicina. È un fiore, come può essere quello della rosa o del tulipano, e dallo scorso anno, grazie alle legge 242 del 2016, si può piantare legalmente, coltivare e vendere. Non è stata completata ancora la normativa perché non si sa l’uso che si debba fare di questo fiore». Nella normativa si fa riferimento a quella ricavata da infiorescenze femminili di canapa light sativa specificatamente selezionate perché naturalmente povere di tetraidrocannabinolo che dà gli effetti psicotropi ma ricche invece di Cbd, il cannabidiolo che non ha effetti psicoattivi.
La guardia di finanza ha fatto scattare il sequestro (su disposizione del pm Davide Rosati). Aggiunge Salmini: «Il materiale sequestrato non è sostanza stupefacente. Hanno fatto il drop test ed è risultato positivo al Thc. C’è scritto nella confezione che il fiore della canapa light contiene Thc, ma con un livello entro i limiti di legge che vanno dallo 0,2 allo 0,6. Dopo lo 0,6 diventa sostanza stupefacenti. Parte della sostanza che mi è stata sequestrata proviene dalla Svizzera e parte dall’Italia. Quelle presenti in tabaccheria erano tutte sostanze regolari, con Thc bassissimi». Salmini è convinto di essere nel giusto secondo la normativa. «La merce la compro da aziende agricole, con regolare fattura», aggiunge Salmini, “ «e quando vendo il fiore lo faccio emettendo regolare scontrino fiscale, quindi pago regolarmente le tasse sul prodotto venduto. È chiaro che non spiego come deve essere usato perché non è di mia competenza. Adesso con il mio legale agirò per farmi restituire tutto il materiale, che è in regola, è commerciale e ha un valore».
Sulla questione interviene anche Daniele Dobbolini dell’azienda Think Green Italia. «Bisogna fare una distinzione tra il materiale prodotto in Italia e quello che fino a qualche settimana fa arrivava dalla Svizzera che ha un valore Thc superiore allo 0,2», dice, «e in questo ultimo caso si tratta di sostanza che è fuori dalla legge 242. Il prodotto italiano rientra nella normativa e non supera lo 0,2. Quello sequestrato, evidentemente, supera questo valore».
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