La mega discarica di Grasciano è pronta

La Regione ha dato l’ultimo via libera alla Deco, l’invaso può cominciare ad accogliere 480mila metri cubi di “secco”
NOTARESCO. Il via libera definitivo è arrivato a fine settembre con una determina firmata dal dirigente regionale del servizio gestione rifiuti, Franco Gerardini: la discarica nota come Grasciano 2, ovvero l’invaso realizzato a partire dal 2013 alle spalle del vecchio invaso del Cirsu, è pronta per entrare in esercizio. Si tratta di un impianto medio-grande, della capacità complessiva di 480mila metri cubi, che certamente darà una risposta alla situazione di emergenza in cui versa il sistema regionale dei rifiuti da qualche anno, sebbene vada evidenziato come Grasciano 2 sia di fatto una discarica privata, che la Deco Spa di Spoltore ha acquisito nel 2018 dal tribunale di Teramo insieme a tutti gli altri impianti che furono del Cirsu a seguito del fallimento del consorzio.
La determina in questione conclude un lungo procedimento di riesame che ha portato la Regione a rinnovare tutte le autorizzazioni già concesse in passato. Una procedura necessaria, visto che l’invaso – rimasto a lungo in abbandono a seguito delle controversie giudiziarie legate al crac Cirsu – si era riempito di acqua piovana e la Deco ha dovuto realizzarvi importanti interventi di messa in sicurezza. Ora, così ha sancito la Regione, l’impianto è a norma e può considerarsi completato. O meglio, ci sono ancora delle piccole cose da fare perché la Regione nella determina ha dato a Deco alcune prescrizioni, ma di fatto Grasciano 2 è pronta ad accogliere i rifiuti speciali non pericolosi (il cosiddetto “secco” di scarto derivante dal trattamento dei rifiuti urbani) per i quali è stata realizzata. Il ricorso in Cassazione contro l’omologa del fallimento, presentato dalle due società che concorrevano con Deco per acquisire l’impianto, è ancora pendente. Ma non impedisce l’avvio dell’esercizio.
Nel polo di Grasciano, però, sono ancora da affrontare e risolvere diverse questioni: c’è la vecchia discarica da chiudere definitivamente (problema comune a tutti gli invasi esauriti del Teramano), ci sono le linee dell’impianto di trattamento dell’organico da riattivare, ci sono da rimuovere migliaia di tonnellate di rifiuti rimasti abbancati sotto le tettoie da quando c’era ancora la vecchia gestione del Cirsu. Su quest’ultimo problema, forse il più delicato dal punto di vista ambientale e della sicurezza visto che quell’enorme massa di rifiuti si è più volte incendiata per autocombustione, è stato fatto un passo avanti importante: è stata infatti escussa la polizza assicurativa da 600mila euro stipulata a suo tempo e la Regione sta pubblicando il bando di gara per aggiudicare l’opera di rimozione.
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