La messa in sicurezza slitta al 2022

1 Aprile 2021

Quasi concluse le videoispezioni, poi partirà l’iter dell’appalto

TERAMO. I rappresentanti dell’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso, promosso da 11 associazioni, hanno incontrato il commissario straordinario per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso, Corrado Gisonni, nei suoi uffici all’Aquila.
«Il commissario», si legge in una nota dell’Osservatorio, «ha comunicato che sono quasi terminate le attività di ricerca tramite videoispezione finalizzate alla definizione di tutto il sistema di captazione delle acque del Gran Sasso e del suo stato di manutenzione. Il quadro conoscitivo, che secondo le precedenti indicazioni doveva essere pronto per la fine del 2020, dovrebbe essere completato entro due o tre settimane. Poi si procederà alla progettazione. La prima fase, relativa al progetto di fattibilità tecnica ed economica, sarà gestita direttamente dalla struttura commissariale. La fase della progettazione definitiva, che richiederà un bando europeo, non è ipotizzabile possa concludersi prima del 31 dicembre: a quel punto si aprirà la strada al progetto esecutivo e all’esecuzione dei lavori per la messa in sicurezza definitiva».
Per quanto riguarda l’allontanamento delle sostanze pericolose dai Laboratori Infn, l’Osservatorio fa notare che «si devono registrare ulteriori ritardi. La scadenza per lo smantellamento era stata fissata al 31 dicembre 2020, ma ad oggi la rimozione è ferma».
L’Osservatorio conferma di apprezzare la disponibilità del commissario Gisonni, ma rileva che «il quadro emerso non è soddisfacente. Il fatto che si siano dovuti attendere 20 anni da quando le associazioni ambientaliste denunciarono lo stato di pericolo in cui versa la più grande risorsa idrica d’Abruzzo per avere un quadro conoscitivo del sistema di captazione e distribuzione del Gran Sasso è vergognoso. Altrettanto grave è che l’allontanamento delle sostanze pericolose, dopo essere stato rinviato per consentire la conclusione degli esperimenti, sia oggi ulteriormente ritardato.
L’Osservatorio ribadisce ancora una volta che è necessario agire in fretta e bene. Perché ciò avvenga tutte le istituzioni devono collaborare nei tavoli di confronto istituiti».