«La mia maggioranza non è a rischio dopo le provinciali»

Brucchi replica a Mariani e Di Stefano e striglia i dissidenti «Si sono lasciati attrarre dalle facili promesse»
TERAMO. «Ingrato». Il sindaco Maurizio Brucchi etichetta così, con un accento ironico, il consigliere regionale del Pd Sandro Mariani per la sua analisi del voto provinciale. Secondo il rappresentante dem i tre voti in meno a favore del centrodestra da parte dei consiglieri comunali della maggioranza teramana dovrebbero indurre il primo cittadino a dimettersi prendendo atto che non ha più i numeri per governare. Brucchi, però, respinge questa prospettiva e ironizza. «Mariani è un ingrato perché fa queste affermazioni nonostante abbia ricevuto dalla mia coalizione un contributo, più o meno involontario, per eleggere i suoi consiglieri», replica, «e non ci è neppure riuscito fino in fondo perché il sindaco di Castelli è rimasto penalizzato».
A detta del primo cittadino i voti sfuggiti al controllo del centrodestra sono stati due e non tre, in quanto si sapeva che Domenico Narcisi non avrebbe partecipato all'elezione per impegni fuori città. Non è questo, però, che conta. «Qualcuno è caduto in tentazione o si è lasciato attrarre dalle facili promesse di chi non aveva abbastanza consensi per eleggere da solo i propri rappresentanti», sottolinea Brucchi, «era già successo nella scorsa tornata, non mi piace questo modo incoerente di fare politica ma questo non vuol dire che la maggioranza sia a rischio». La coalizione, sempre secondo il sindaco, ha dimostrato anche di recente di essere unita e concentrata sui problemi della città. «Dobbiamo affrontare l'emergenza terremoto e la ricostruzione», spiega, «questo interessa ai cittadini, non le beghe politiche». Il risultato elettorale è comunque ritenuto buono dal sindaco. «Abbiamo eletto cinque consiglieri, più dell'altra volta, grazie alla scelta di tenere unito lo schieramento».
Il merito per lui è da attribuire a Paolo Gatti, Paolo Tancredi e Alfonso Di Sabatino Martina e Brucchi spende parole di elogio anche per Alberto Covelli, il consigliere teramano candidato nella lista di centrodestra, ma resta il dubbio sulla valenza della tornata appena conclusa. «La Provincia, ridotta in questo stato, senza un soldo e con un'operatività limitata, serve solo a fare ginnastica elettorale», osserva il sindaco, «se le Province devono sopravvivere così, è meglio che siano i cittadini a scegliere chi deve rappresentarli».
A prendersela con Brucchi per il risultato delle provinciali è anche l'ex assessore Rudy Di Stefano. Secondo lui la colpa non è dei consiglieri «educati a inseguire il loro tornaconto» ma «dell'allenatore» che non fa più gioco di squadra. «Si è deciso di andare avanti anche contro la volontà popolare», evidenzia Di Stefano, «arrivando a scoprire oggi che il sindaco, dopo aver perso la maggioranza uscita dalle urne, ha perso anche quella consiliare». Immediata la replica di Brucchi. «Capisco l'amarezza e anche un po' di protervia, stare fuori e dura», osserva, «ma non posso ammettere l'avversione precostituita di chi vuole mettere la città in mano a un commissario o a qualche altro schieramento: se le elezioni non le vince il sindaco, il consigliere più votato va comunque a fare opposizione».
Gennaro Della Monica
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