La minoranza: «Gonfiate le bollette Tari»
Silvi, inseriti fra i costi i crediti di dubbia esigibilità: lo ha fatto anche Roseto e il Tar ha detto no
SILVI. «Il Comune di Silvi gonfia del 15% le bollette Tari». È l’accusa lanciata dai consiglieri di minoranza di centrosinistra che denunciano come le tariffe applicate per il 2019 sulla tassa dei rifiuti siano più alte del previsto poiché comprendono tra i costi anche la somma relativa ai crediti di dubbia esigibilità. Un’operazione analoga fatta dal Comune di Roseto è stata bocciata dal Tar che poche settimane fa ha accolto il ricorso presentato da operatori turistici e commercianti di. «Lo scorso 18 febbraio», scrive in un nota il consigliere comunale Giovanni Rocchio, che insieme ai consiglieri Vito Partipilo, Linda Di Francesco e Francesco Comignani, ha polemizzato nella scorsa seduta consiliare sulla tariffa della Tari, «l'amministrazione comunale di Silvi ha approvato le tariffe Tari. Durante il consiglio comunale è stato contestato il costo del servizio, poiché il fondo di inesigibilità per un importo di 500mila euro è stato inserito tra i costi di gestione dell’imposta Tari facendo lievitare di fatto le bollette per i contribuenti. Tale comportamento è stato già dichiarato illegittimo da una sentenza del Tar Abruzzo che ha rettificato già una delibera sul tema fatta dal Comune di Roseto indicando criteri per la quantificazione dell’effettivo costo della tassa sul servizio raccolta rifiuti». Secondo l’opposizione la maggioranza «ha approvando un atto pasticciato, manifestando ancora una volta una completa avversione al confronto, oltre ad essere stata ostile ad ogni contributo per migliorare importanti decisioni, che hanno ricadute significative sulla collettività di Silvi. Si potrebbe così verificare anche per Silvi un ricorso al Tar da parte delle associazioni di categoria». I consiglieri di minoranza sul tema chiedono al sindaco Andrea Scordella, di «procedere all'annullamento della delibera sulle tariffe Tari che penalizzerebbe le famiglie e le attività produttive cittadine per la lievitazione dei costi di gestione della tassa, ed inoltre chiedono di avviare un confronto con i cittadini e le varie associazioni di categoria per una corretta applicazione delle norme alla luce della sentenza del Tar al fine di non provocare una confusione burocratica». Rocchio ricorda inoltre che «con forza e con tutti i mezzi a disposizione in consiglio ho cercato di far comprendere ad una maggioranza impreparata ed inadeguata che gli accantonamenti effettuati dal Comune nel bilancio 2019 riguardo i crediti di dubbia esigibilità, sono già stati fatti in passato per gli anni che vanno dal 2014 al 2018 e sono di 2,6 milioni di euro, importo di gran lunga superiore alle ingiunzioni inviate per gli anni pregressi. Se tutto rimanesse così si apre per i contribuenti la possibilità di fare ricorso»(d.f.)
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