La mossa salva-giunta tocca a Brucchi

16 Aprile 2016

Il sindaco convocherà tutti i gruppi di centrodestra per capire se si può evitare un anno intero di commissariamento

TERAMO. Il "tutti contro tutti" nella maggioranza potrebbe costare un anno di commissariamento della città. Se il sindaco Maurizio Brucchi, a cui ora compete l'onere della mossa dopo l'inefficace verifica chiusa a gennaio, non riuscirà a riannodare il filo che finora ha tenuto insieme la coalizione, il Comune finirebbe in mano al commissario. E' già successo tra l'estate del 2008 e il giugno del 2009, quando Gianni Chiodi si dimise da primo cittadino per candidarsi a presidente della Regione, con l'amministrazione affidata per dieci mesi a Leopoldo Di Mattia.

La storia, dunque, potrebbe ripetersi con una tempistica molto simile. Norme alla mano, infatti, le elezioni anticipate si terrebbero nel primo turno elettorale utile. In pratica, non potendo rientrare nella tornata ormai imminente, se ne riparlerebbe a primavera del 2017. Non c'è dubbio che l'opposizione preferisca un anno di commissariamento, con indiscutibili vantaggi da sfruttare in campagna elettorale, ad altri tre di amministrazione guidata da Brucchi. Il pallino, però, resta ancora in mano al centrodestra e in particolare al sindaco.

Dopo le esternazioni durante il consiglio comunale di giovedì Brucchi ha avviato la pausa di riflessione annunciata in aula. Nel silenzio politico che si è autoimposto per il fine settimana medita la mossa da cui dipende il destino dell'amministrazione. Di sicuro non riaprirà la danza delle consultazioni, che si sono già rivelate infruttuose pochi mesi fa. Molto probabilmente imboccherà una via più rapida, senza gli orpelli della liturgia politica, che dovrebbe sfociare in un paio d'incontri chiarificatori con rappresentanze politiche e soprattutto consiglieri della coalizione. Il confronto non sarà limitato a quel che resta della maggioranza rappresentata in giunta, ma al tavolo saranno invitate anche le forze che hanno preso le distanze dalla maggioranza. Brucchi, insomma, tenterà di ripartire dal cartello elettorale che due anni fa sostenne la sua ricandidatura. La convocazione, dunque, sarà inviata anche ai consiglieri di "Al centro per Teramo", che si sono defilati alla vigilia del consiglio di giovedì con le contestuali dimissioni dell'assessore Giorgio Di Giovangiacomo, e a quelli di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, fuoriusciti dalla maggioranza già ad agosto dell'anno scorso.

«Se cambiano le condizioni, non rifiuteremo il dialogo», sottolinea Raimondo Micheli, capogruppo e coordinatore di Fdi-An, «ma dipende dal sindaco: rifacciamo la verifica di Natale?». L'abbandono della coalizione da parte della lista civica non modifica le prospettive di Fdi-An. «Siamo distanti dalle logiche dei calcoli e delle rivendicazioni», tiene a precisare Micheli, «non siamo sciacalli, c'interessano le questioni politiche e amministrative che abbiamo posto otto mesi fa». Il consigliere si dice amareggiato dal possibile crollo dell'amministrazione. «Non sarei contento di darla vinta a D'Alfonso e Renzi», conclude, «ma se sarà necessario, si tornerà a casa».

Gennaro Della Monica

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L’iNCIDENTE. Nel tardo pomeriggio di ieri a Montesilvano, dove ha partecipato a un evento di Forza Italia, il sindaco Brucchi è stato coinvolto in un incidente stradale di minima importanza (la sua auto è stata tamponata durante una manovra nel parcheggio). Danni lievi all’auto, nessuno a lui.