«La nuova strada tra A24 e Prati non farà danni all’ambiente»

28 Gennaio 2021

Il presidente della Provincia Di Bonaventura difende il progetto criticato da Navarra, vertice del Parco «La Panoramica allarga percorsi esistenti. E abbiamo le competenze per fare un’opera sostenibile»

TERAMO. Non poteva non suscitare reazioni l’intervista rilasciata al Centro dal presidente del Parco nazionale Gran Sasso-Laga Tommaso Navarra, che ha bocciato in partenza i progetti recentemente presentati da diverse amministrazioni teramane per migliorare l’accessibilità turistica a Prati di Tivo. E non poteva mancare la replica del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, fiero sostenitore di una nuova strada che dal casello di Colledara dell’A24 porterebbe a Pietracamela. Di Bonaventura ha risposto così alle domande del Centro.
Il presidente del Parco pone seri dubbi sulla sostenibilità della strada A24-Prati e prefigura una bocciatura del progetto non solo da parte del Parco ma prima ancora da parte dell’Europa, che nel Recovery plan punterebbe sulla green economy. Cosa pensa di questa posizione e quali elementi tecnici può portare la Provincia a sostegno del progetto?
«Non è questione di essere d’accordo con Navarra, il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede sei missioni e una di queste si chiama “infrastrutture per la mobilità”. Non è mica tutto green economy: ci sono l’inclusione sociale, il recupero di produttività per le aziende, la modernizzazione della pubblica amministrazione, la salute. L’idea di riprendere il progetto di una strada panoramica per la montagna non nasce con il Recovery: ho annunciato l’intenzione di lavorarci il giorno dopo le mie elezioni. Ho rispetto per il Parco e per quello che rappresenta ma siamo un ente con prevalenti competenze tecniche: ingegneri e architetti con una qualche competenza su strade, ponti, viadotti e anche sugli aspetti urbanistici. La Panoramica, che a breve presenteremo, garantisce il minimo impatto ambientale visto che sfrutta e allarga percorsi esistenti utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica. In un territorio come il massiccio del Gran Sasso non ci sono molte possibilità di scelta e nessuno, almeno in Provincia, vuole violentare l’ambiente. Del resto se fino ad oggi i paesi della montagna sono rimasti isolati non è certo per nobili ragioni ambientaliste ma per meri veti campanilistici. Noi speriamo di superarli con una proposta che credo possa incontrare il favore di tanti. Certo, intanto, di chi ci vive. Perché nel frattempo i luoghi si sono spopolati e senza le persone abbiamo perso relazioni, economie e tradizioni».
È d’accordo, come sostiene Navarra, che il vero problema della montagna teramana non sia la viabilità ma una ricettività insufficiente e penalizzata da carenze infrastrutturali, come la mancanza del metano e l’insufficienza delle reti tecnologiche?
«Le aree interne hanno molti problemi, anche quello dei servizi. Non può esserci turismo senza una popolazione residente. Oggi vivere in montagna e in molte aree interne è un lusso: non ci sono servizi di base, i tempi di percorrenza sono enormi come i costi per chi si deve spostare tutti i giorni. Ma i piani di intervento sono molto diversi. Noi Provincia, ente che si occupa di viabilità, ne stiamo affrontando uno importante e di nostra stretta competenza. La digitalizzazione e la riconversione energetica hanno un ampio spazio nel Recovery e in tanti stanno lavorando su questi aspetti. Non dimentichiamo che con le fonti rinnovabili e le comunità energetiche, già previsti nel Milleproroghe, quello della mancanza di metano diventa un problema superabile».
Cosa pensa del progetto della funivia proposto da Montorio e dell’attacco frontale che il sindaco Altitonante ha fatto alla Provincia sulla futura strada?
«Non fa parte del mio stile attaccare nessuno nemmeno chi mi attacca. I progetti andranno valutati alla luce della loro cantierabilità unitamente a costi e tempi di realizzazione e infine, piccolo particolare, delle risorse a disposizione. Non sono un tecnico ma ai tecnici mi affido. Anche per la Panoramica ho fatto così. Io non forzo mai la mano e non mi innamoro a priori di un’idea. Registro, al contrario, posizioni aprioristiche quantomeno frettolose. Certamente se questo territorio deve fare i conti con più di un ritardo è anche per questa attitudine a dividersi invece di dialogare. Convocheremo presto tutti i Comuni interessati, a partire da Isola a Montorio. Ma attenzione ai veti. Proprio i veti, vent’anni fa, hanno impedito soluzioni e isolato la montagna».
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