La Pasqua sul fronte lombardo del manager giuliese Cordone
TERAMO. «Sono da 40 giorni in ospedale e da circa due mesi lontano dall'Abruzzo; oggi per la Santa Pasqua, anche se da solo, mi cucinerò il cosciotto di agnello abruzzese che mi è stato mandato, e...
TERAMO. «Sono da 40 giorni in ospedale e da circa due mesi lontano dall'Abruzzo; oggi per la Santa Pasqua, anche se da solo, mi cucinerò il cosciotto di agnello abruzzese che mi è stato mandato, e mangiandolo mi sentirò nella mia terra». Così ha dichiarato domenica all’Ansa il direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) di Melegnano (Milano) e della Martesana, l'abruzzese Angelo Cordone, in prima linea da due mesi nell’emergenza coronavirus.
«In Abruzzo spero di tornare al più presto, è una nostalgia costante, l'ultima volta ci sono stato il 14 e 15 febbraio per un convegno, ho fatto una passeggiata sul lungomare di Giulianova e ho fatto un selfie con mia moglie con alle spalle il mio mare. Eppure al lavoro sono contento, ho una squadra meravigliosa, mi chiamano tanti amici. Ma mi manca il profumo del mare», si è confessato Cordone. Il 65enne manager pubblico, originario di Giulianova, è stato prima dirigente della Asl di Teramo, poi per sette anni direttore generale della Asl di Pescara. Da 13 anni è in Lombardia, dove è stato direttore sanitario dell'istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano e dg del policlinico San Matteo di Pavia.
Cordone, medico igienista e infettivologo, a Melegnano gestisce l'azienda socio-sanitaria più grande dopo quella di Milano: comprende un’area di 654mila abitanti disseminati in 54 comuni, con 700 posti in cinque ospedali, il più grande con 350 a Melegnano, più i poli territoriali. «Sono preso dall’emergenza», ha detto, «mi sento come un militare, il mio cervello è impegnato e concentrato, abbasserò la guardia quando ne saremo fuori, ma nei pochi momenti di rilassamento il mio pensiero va alla mia famiglia che vive in Abruzzo, a Giulianova mia moglie, a Teramo i due nipoti. Anche se in Lombardia sto bene, con un gruppo coeso che è un po’ la mia famiglia qui. Un giorno potrei tornare a lavorare nella mia terra dopo la scadenza del mio impegno, a fine 2023».
Questa dichiarazione sembra precludere la possibilità che Cordone concorra come direttore generale della Asl di Teramo (figura che la Regione sceglierà a breve), ma non è detto: se Marsilio scegliesse lui, potrebbe dimettersi da dg dell’Asst lombarda e tornare in Abruzzo.

