La piazza chiude per far lavorare un ristorante: proteste e petizioni

Il provvedimento che va oggi in giunta prevede lo stop alle auto sul lato a scendere per quattro ore Retko: «Non c’è pubblica utilità, denuncio». Mastrilli: «Violato il principio di uguaglianza»
GIULIANOVA . Oggi viene discusso in giunta e probabilmente approvato il provvedimento relativo alla chiusura al traffico di piazza della Libertà, lato a scendere, per il periodo estivo dalle ore 20.15 alle ore 24. Alla base della decisione c’è la necessità dell’attraversamento della strada priva di traffico da parte dei camerieri di una pizzeria con dehors ubicato tra le aiuole della piazza. Durante la scorsa estate la Asl è intervenuta al riguardo intimando una diversa distribuzione dei pasti in linea con le normative igieniche sulla somministrazione di alimenti e bevande in esercizi all’aperto. In un primo momento l’intenzione dell’amministrazione era più restrittiva con chiusura dell’intera piazza, anche lato a salire, e con orario più allargato. Al riguardo c’è stata una raccolta di firme promossa sia dai contrari che dai favorevoli al provvedimento.
Proprio ieri un’associazione di commercianti del Lido ha depositato al protocollo del Comune altra raccolta di firme in cui si chiede un trattamento analogo rispetto a quello ricevuto da qualche esercente di piazza della Libertà. Insomma, il precedente pare sia già creato pur se non si conosce ancora la portata dell’atto di giunta che dovrebbe prevedere la chiusura parziale della Piazza per l’intera settimana e per quattro ore al giorno per l’intera estate. All’interno del Pd in diversi hanno manifestato la loro contrarietà al provvedimento auspicando «un progetto serio e credibile per la valorizzazione della piazza sotto l’aspetto culturale e turistico». Dall’opposizione una dura presa di posizione viene da Linea Retta e dal suo capogruppo Fabrizio Retko che puntualizza: «Spero che il provvedimento di giunta venga motivato in maniera seria e puntuale. Se così non dovesse essere e se non venisse dimostrata la oggettiva pubblica utilità dell’atto, sarei costretto ad impugnare la delibera per abuso in atti d’ufficio. Su certe cose non è possibile transigere giacchè l’interesse della collettività viene prima di ogni altra cosa».
Nello schieramento dei contrari c’è anche Gianni Mastrilli, titolare di un esercizio commerciale proprio in quella piazza. Lo stesso Mastrilli afferma: «Si adottano decisioni senza un passaggio democratico e senza ascoltare i cittadini ed i portatori di interessi diversi. I residenti del centro storico temono, con la chiusura di un’arteria primaria, l’intasamento delle strade interne creando un inevitabile caos. Ma», continua Mastrilli, «esiste soprattutto la questione del mancato rispetto del principio d’uguaglianza in quanto, accontentando alcuni, si scontentano altri danneggiandoli anche economicamente. Sicuramente ci potrebbero essere ripercussioni non di poco conto anche a livello legale, oltre a creare un grave precedente difficilmente giustificabile nei confronti della cittadinanza».
Alfonso Aloisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

