La pioggia non ferma i comizi in piazza

In pochi alla chiusura della campagna elettorale, ultimi appelli accorati dei sette sfidanti
TERAMO. La pioggia ha minacciato ma non impedito i comizi di chiusura della campagna elettorale in piazza Martiri. L’ennesima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla città tra l’ora di pranzo e il primo pomeriggio ha comunque scoraggiato la presenza di pubblico davanti al palco sul quale, dalle 18.30, si sono alternati gli aspiranti alla fascia tricolore. Non più di 300 coraggiosi hanno assistito alla sequenza degli interventi aperta da Paola Cardelli. La candidata di “Sinistra per Teramo” ha sottolineato i motivi che l’hanno spinta a correre da sola. Nel suo intervento ha ripercorso le tappe della sua esperienza in consiglio comunale. «Manca una proposta di sinistra», ha spiegato, «di cui vogliamo essere testimoni e interpreti». La candidata si è soffermata sulla Team, accusando gli avversari di aver cambiato idea sulla situazione difficile che da anni interessa la società incaricata di gestire l’igiene urbana, e sul fallimento del progetto di housing sociale concepito dalla passata amministrazione per le palazzine popolari di via Longo. A seguire il centrodestra con Paolo Gatti che si è richiamato allo slogan elettorale della coalizione. «Vogliamo una Teramo forte e giusta», ha affermato, «che possa riprendere il proprio percorso di sviluppo». Il candidato sindaco Giandonato Morra, invece, ha fatto riferimento alla «comunità umana di un centrodestra unito e orgoglioso che si è confrontato con tutti». Tra i temi del suo intervento la ferma intenzione di realizzare a Teramo il nuovo ospedale e l’attenzione al sociale. Di tutt’altro tenore le parole di Gianguido D’Alberto. «Questa non è la chiusura della campagna elettorale», ha scandito dal palco, «ma l’inizio di una nuova storia per la città». Il candidato dell’alleanza civica e del Pd ha sottolineato che il suo progetto è in netta discontinuità con la gestione pregressa del Comune con il «modello Teramo che ha portato la città sul baratro». Al suo intervento è seguito quello del candidato sindaco del Movimento 5 stelle Cristiano Rocchetti. «Il ballottaggio è tra noi e il centrodestra», ha evidenziato, «chi sceglie i nostri avversari sta dalla parte della giunta regionale con presidente e quattro assessori che non hanno portato nulla in città e di un’amministrazione che ha impiegato due anni per un corso del tutto non armonizzato con il resto della città». Mauro Di Dalmazio, candidato di “Al centro per Teramo” e “Azione politica”, ha sottolineato la scelta di sganciarsi dalle vecchie logiche riproposte dal centrodestra: «Abbiamo il coraggio delle idee e l’amore per la nostra città». La piena ispirazione civica del suo progetto è stata evidenziata da Giovanni Cavallari, candidato sindaco di “Bella Teramo”, che ha chiuso i comizi in piazza. «Non abbiamo vincoli», ha ricordato, «è il momento di cambiare davvero». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

