La premier serbo-bosniaca all’università

Lezione sulla difficile situazione dopo la guerra nello Stato balcanico: «Rapporti fra i nostri atenei»
TERAMO. «Vedo la possibilità di sviluppare rapporti tra le nostre università e il mio ruolo oggi, nel presentarmi ed interloquire con gli studenti teramani, è quello di far capire loro che cos'è la Bosnia Erzegovina e il ruolo della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina. Per questo inviterò tutti gli studenti che si occupano di studi internazionali a studiare la Bosnia e gli accordi di pace di Dayton, che hanno trasformato il paese in un sistema decentralizzato comprendente tutti i popoli che vivono all'interno della Bosnia Erzegovina».
A Teramo per una lectio magistralis su "La Repubblica Srpska all'interno del quadro costituzionale degli accordi di pace di Dayton", il primo ministro della Repubblica serba di Bosnia Erzegovina Željka Cvijanovic, ha parlato della nuova Bosnia Erzegovina a 28 anni dalla firma dell'accordo stipulato nel novembre del 1995, accordo con il quale fu messa la parola fine alla guerra nello stato balcanico, sottolineando anche gli sforzi per portare avanti il processo di adesione all'Unione Europea e i rapporti con l'Abruzzo. Attualmente il Paese è diviso in due entità territoriali e costituzionali: la Federazione di Bosnia Erzegovina e la Repubblica serba di Bosnia Erzegovina (Republika Srpska). «La Repubblica Srpska occupa il 49% di tutta la superficie della Bosnia Erzegovina», ha sottolineato Cvijanovic, «ed è sempre stata leader nel processo di internazionalizzazione e nella promozione del processo di adesione all'Unione Europea. Per questo è importante far capire il ruolo della Repubblica Srpska nel contesto della Bosnia Erzegovina anche rispetto alle possibilità di collegamento, anche economico, con gli altri Paesi nel contesto internazionale». Un passaggio, infine, il primo ministro l'ha dedicato ai rapporti con l'Abruzzo: «A nome della Repubblica Srpska ho partecipato ad un programma europeo in cui mi sono occupata di rapporti economici internazionali. La Regione Abruzzo è stata leader in questo programma e abbiamo creato importanti collegamenti e rapporti. Per me oggi essere qui è naturale».
Alessia Marconi
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