La priorità è il progetto della scuola allo stadio

Prima di chiedere i Musp si punta sui 4mila metri quadri di Piano d’Accio che potrebbero ospitare in modo definitivo fino a 850 studenti
TERAMO. I locali a Piano d'Accio prima dei Musp. L'ordine delle priorità per le soluzioni a medio termine con cui superare l'emergenza relativa all'edilizia scolastica è stato definito ieri dall'incontro tra il sindaco Maurizio Brucchi e il commissario per la ricostruzione Vasco Errani. A quest'ultimo il primo cittadino ha illustrato la situazione drammatica degli immobili destinati alle attività didattiche, con tre scuole totalmente inagibili e altre tre rese in parte non utilizzabili dopo le scosse sismiche del 18 gennaio, sollecitando provvedimenti urgenti da parte del governo e della Protezione civile.
Brucchi ha messo sul tavolo la richiesta di assegnazione dei Musp, i moduli provvisori a uso scolastico, ma soprattutto il progetto che consentirebbe di destinare agli studenti la struttura attigua allo stadio. L'intervento trasformerebbe quello spazio, di proprietà comunale ma affidato in concessione all'imprenditore Sabatino Cantagalli, in una struttura con estensione di circa 4mila metri quadri che potrebbe ospitare fino a 850 ragazzi, mensa, palestra, uffici e locali di servizio. Diventerebbe, insomma, una scuola a tutti gli effetti e non solo una soluzione di ripiego a cui far ricorso in caso di necessità. «La struttura è sicura, ha il massimo grado di resistenza sismica», spiega Brucchi, «e può rappresentare un cuscinetto per risolvere in parte le criticità degli edifici scolastici».
Non è stata ancora quantificata la somma necessaria per l'adeguamento dello spazio in questione, ma il sindaco ha chiesto a Errani che a coprirla sia il Governo. II commissario ha ritenuto fattibile l'operazione, anche se non ha assunto alcun impegno formale sullo stanziamento dei fondi. La condizione di partenza, di fatto già chiarita ieri, è che la struttura resti in funzione come scuola anche nella fase successiva all'emergenza. L'altro elemento chiave per il via libera al progetto riguarda i costi. Il Comune, infatti, deve dimostrare che con la stessa somma non riuscirebbe a ottenere lo stesso grado di sicurezza in edifici scolastici da ristrutturare. A fare la valutazione finale sarà comunque l'ufficio per la ricostruzione di Fossa, che già ieri ha chiesto all'amministrazione l'invio delle carte relativa alla situazione delle scuole inagibili e al progetto per i locali di Piano d'Accio. «L'attesa non sarà lunga», annuncia il sindaco, «nel giro di qualche giorno avremo la risposta e sapremo come pianificare gli interventi successivi».
Se il responso sarà negativo, Brucchi ufficializzerà la richiesta dei Musp. Errani ieri ha ribadito che i prefabbricati vengono assegnati dalla Protezione civile in base a criteri precisi. Oltre all'inagibilità delle scuole, è necessario che il Comune non abbia altre strutture occupabili e non possa più ricorrere ai doppi turni. Anche l'arrivo dei moduli provvisori, dunque, è subordinato a una procedura tutt'altro che immediata e a detta del sindaco i Musp non avrebbero una capienza sufficiente per 850 studenti. Per accelerare i tempi verrebbero posizionati sempre nei pressi dello stadio, utilizzando il parcheggio che già dispone dei servizi per renderli operativi.
Gennaro Della Monica
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