La protesta: «Liste d’attesa e servizi carenti»

Da Atri il grido d’allarme di Leonzi sulla medicina sul territorio. Brucchi: «Solo strumentalizzazioni»
ATRI. Un medico di famiglia di Atri si ribella pubblicamente alla Asl di Teramo, denunciando attese lunghissime per gli esami specialistici e la carenza e l’accentramento dei servizi verso il capoluogo.
«È diventato impossibile lavorare alla periferia del territorio provinciale», dice Mario Leonzi, attaccando senza mezzi termini: «Si stanno facendo gli stessi errori del passato, ossia si sta di nuovo accentrando tutto a Teramo e si sta riducendo la sanità sul territorio. Mentre la popolazione invecchia, i servizi diminuiscono. Il tutto con una cattiva organizzazione dell’azienda, causata da una dirigenza poco attenta».
Il medico di base segnala quindi liste di attesa per le prestazioni: «Una mia paziente di Atri con diagnosi di mastite e richiesta di visita con priorità breve, si è vista rispondere dal Cup che la visita senologica era possibile a ottobre 2022 nell’ospedale atriano, oppure a fine febbraio a Teramo. Questo accade perché nel presidio di Atri il senologo c’è solo un giorno alla settimana. Per accompagnarla a Teramo i familiari avrebbero dovuto prendere un giorno libero dal lavoro: questo non è accettabile. Per una visita endocrinologica, inoltre, ho riscontrato che bisogna attendere 30 mesi. Per un doppler carotideo un anno. A pagamento, invece, dopo 48 ore si può già fare».
Immediata la replica del direttore sanitario della Asl di Teramo Maurizio Brucchi: «Siamo davanti a una strumentalizzazione, perché non è in atto nessun depotenziamento. Anzi, l’ospedale di Atri è stato potenziato. Mentre hanno riaperto tutti i reparti come prima del Covid e il primo ottobre riapre anche Cardiologia».
Continua Brucchi sulle liste d’attesa: «Quanto lamentato non corrisponde alla verità. Mi sono accertato personalmente, dopo la segnalazione del medico, del fatto che quelle visite richieste si potevano effettuare in tempi brevi. Quella senologica addirittura il giorno stesso della richiesta». (l.t.)
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