La Provincia revoca l’ordinanza ma il passaggio a livello resta chiuso

3 Gennaio 2015

Continua la protesta dei residenti di Molino San Nicola rimasti quasi isolati da Bellante «E’ un fatto gravissimo, nessuno ci aveva avvertito». Presentato anche un esposto alla procura

BELLANTE. La Provincia revoca l’ordinanza di chiusura, ma il passaggio a livello di Molino San Nicola chiuso dalle Ferrovie rimane sbarrato con recinti e ghiaia. I cittadini annunciano azioni di protesta mentre chiederanno l’immediata riapertura del passaggio a livello alla riunione che si terrà lunedì prossimo a Pescara tra Provincia, Ferrovie dello Stato, Comune di Bellante e Regione. La nuova ordinanza emessa ieri dalla Provincia dispone che il passaggio rimanga aperto altri 6 mesi per consentire l’approvazione del nuovo sottopasso ciclopedonale, progetto condiviso anche dal sindaco di Bellante, per cui è già stato concesso un finanziamento di circa 300 mila euro dalla Regione.

Intanto, però, c’è chi decide di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo, denunciando l’illegittimità dell’accordo tra Provincia e Ferrovie. «Sulla ferrovia Teramo-Giulianova ci sono molti altri passaggi a livello aperti e funzionanti come il nostro: perché chiudere solo il nostro che è il più trafficato e importante?», scrive in una nota Raffaele Antonietti con altri cittadini di Bellante, «siamo contrari anche alla proposta della Provincia di fare un sottopasso pedonale perché risolve in minima parte il problema e costa circa 400 mila euro. Chiediamo che il passaggio a livello di Molino San Nicola venga riaperto immediatamente e rimanga aperto per sempre, come è sempre stato, e così risolveremo tutto il problema con zero euro».

Nella nota, si chiede anche da che parte stia il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che risiede proprio a Molino San Nicola. Ma Di Sabatino, oltre ad aver già specificato di essere all’oscuro dell’ordinanza di chiusura emanata dalla precedente amministrazione, aggiunge di essere in attesa di chiarimenti dal Comune perché «proprio da Bellante paiono emergere posizioni divergenti». I residenti di Molino San Nicola, intanto, denunciano come «un fatto gravissimo» e «una mancanza di democrazia» la chiusura improvvisa della strada provinciale effettuata nella notte di San Silvestro, senza portarne a conoscenza la cittadinanza. «Le strutture amministrative (non rappresentate soltanto dal presidente e dal dirigente) sono “in tutt’altre faccende affaccendate”», fanno sapere i residenti, che esprimono «la loro più totale contrarietà all’operazione di chiusura del passaggio a livello e alle modalità con le quali è stata eseguita». I residenti ricordano che la causa della chiusura del passaggio a livello il quartiere residenziale, dove non sono presenti attività commerciali, è isolato da Bellante, anche per via della viabilità resa precaria dalle ricorrenti esondazioni del Tordino. Ricordano, inoltre, che gli unici collegamenti per le vie di fuga sono il ponte che porta nel comune di Castellalto e il sottopassaggio, «tortuoso e spesso soggetto ad allagamenti o a chiusure al traffico», verso la statale 80. L’attuale chiusura del passaggio a livello li costringe ad utilizzare il sottopasso esistente, che «non presenta alcuna misura di sicurezza (mancano i marciapiedi), nessuna illuminazione e nessuna altra salvaguardia della incolumità degli utenti».

Chiara Di Giovannantonio

©RIPRODUZIONE RISERVATA