La Provincia vuole fare ricorso contro l’air gun

1 Luglio 2015

TERAMO. La Provincia vuole fare ricorso contro l’air gun in mare (uso di esplosioni per scandagliare i fondali alla ricerca di idrocarburi) e chiama a raccolta i Comuni della costa. «Nonostante il...

TERAMO. La Provincia vuole fare ricorso contro l’air gun in mare (uso di esplosioni per scandagliare i fondali alla ricerca di idrocarburi) e chiama a raccolta i Comuni della costa. «Nonostante il parere negativo delle Regioni adriatiche», si lege in una nota della Provincia, «il ministero dell’Ambiente ha concesso alla società inglese “Spectrum Geo ltd” di cercare idrocarburi in mare con la tecnica dell’air gun». Il decreto di concessione è arrivato a quattro anni dalla richiesta della società e dopo che l’air gun è stato depenalizzato dal governo quale ecoreato. I punti di ispezione sono situati nel mare Adriatico in corrispondenza delle coste di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia: oltre tre milioni di ettari di mare, 1,4 milioni nel tratto tra Rimini e Termoli e 1,6 milioni tra il Gargano e il Salento.«Circostanze che inducono una forte preoccupazione», dichiara il presidente Renzo Di Sabatino, «sia rispetto ai rischi ambientali in un mare dai confini molto circoscritti sia rispetto alle ricadute negative sulle attività economiche collegate alla pesca e al turismo; attività, queste ultime, sempre più legate a standard di qualità, di tipicità e salvaguardia degli ecosistemi locali che consentono di identificare un territorio e un prodotto. Ho convocato una riunione con i sindaci della costa perché credo che vada seguita la strada già intrapresa per Colle Dei Nidi quando i Comuni e la Provincia hanno vinto il ricorso al Tar contro il ministero dello Sviluppo economico». La riunione si svolgerà venerdì alle 13.30 nella sede della Provincia in via Milli.