La Rdb chiude, parte lo smantellamento

26 Agosto 2015

Tortoreto, procede la riorganizzazione dopo l’acquisto di D’Eugenio ma spunta un ricorso degli arabi

TORTORETO. Giorni decisivi per la definizione dell’acquisizione del gruppo Rdb da parte della Italprefabbricati di Casoli di Atri. Domani si terrà un incontro fra i vertici del gruppo che fa capo ad Alfonso D’Eugenio e le segreterie sindacali nazionali per stilare un accordo sulle modalità di ripartenza del gruppo specializzato nella produzione di manufatti in cemento.

L’accordo nazionale è stato preceduto da una serie di accordi locali. In sostanza è stato deciso che lo stabilimento di Tortoreto sarà chiuso e 19 operai dei 35 saranno riassunti (entro dicembre) alla Italprefabbricati di Casoli. Lo smantellamento dello stabilimento di Tortoreto inizierà a breve: le attrezzature saranno spostate nella sede di Bellona, in modo da restituire l’immobile – la Rdb era in affitto – al proprietario, l’imprenditore tortoretano Di Paolo. Lo smantellamento si concluderà entro l’anno. La stessa sorte l’avrà lo stabilimento di Verona: 25 operai saranno riassunti nello stabilimento di Monticelli, in provincia di Piacenza. Rimarrà attivo anche lo stabilimento di Bellona, in provincia di Caserta, dove saranno riassunti 27 operai (entro fine settembre). In definitiva saranno riassunti in tempi brevi 71 lavoratori, sui 203 dipendenti del gruppo, in cassa integrazione straordinaria. «Sono rimaste in sospeso questioni che definiremo il 27», spiega, Silvio Amicucci segretario della Fillea Cgil, «come il piano che dovrebbe portare alla riassunzione di 200 unità in due anni, mentre l’azienda punta ai tre anni. Un altro argomento è la definizione di una grata che metta in rapporto il numero di persone da riassumere col fatturato o i metri cubi prodotti. Gli impegni verranno verificati in incontri trimestrali. Le assunzioni saranno f a tempo determinato per 4 mesi più 4 e al termine è prevista la trasformazione a tempo indeterminato. Ci sembra un buon accordo».

La spada di Damocle è la presentazione di un ricorso da parte dei concorrenti arabi. La Rdb è stata infatti acquistata da D’Eugenio a un’asta fallimentare. Alla fine erano rimasti due contendenti: l’altro era la “Strategic project investimenti holding” dell’Oman. E agli arabi in prima battuta il gruppo è stato aggiudicato. Ma per alcune irregolarità saltate fuori al momento della verifica dei requisiti, il tribunale ha aggiudicato la vendita a D’Eugenio per 3 milioni 870mila euro. Ora però gli arabi hanno presentato ricorso. «Questo un po’ ci preoccupa, ma al momento il commissario liquidatore ci ha tranquillizzati», conclude Amicucci, «a questo punto l'accoglimento del ricorso sarebbe infausto; si dovrebbe ricominciare tutto da capo. Sarebbe una storia senza fine, e ormai la storia dura da più di tre anni. Siamo partiti da un gruppo con 17 fabbriche e più di mille operai. Ora stiamo tentando di salvare più posti di lavoro possibili». (a.f.)

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