La Regione rivuole l’Arit Comune a rischio sfratto

Tortoreto: in via Napoli ci sono gli uffici servizi sociali, lavori pubblici e urbanistica La sala convegni è usata per i consigli, il commissario si oppone alla richiesta
TORTORETO. A rischio chiusura alcuni uffici comunali di Tortoreto Lido: la Regione vuole indietro entro due mesi i locali dell'Arit che li ospita. Ma la situazione è paradossale: la gestione dell’edificio di via Napoli, che un tempo ospitava la scuola agraria, è regolata da una convenzione tra Regione e Comune che ne avrebbe la proprietà anche se affidata all'agenzia regionale per l'informatizzazione e la telematica. Ora la Regione vorrebbe potenziare l'Agenzia, che quindi avrebbe bisogno di più spazio per i propri servizi. Questo, a discapito dei locali della struttura riservati al Comune, che ci ha allestito da tempo uffici molto importanti per la vita cittadina: servizi sociali, lavori pubblici, urbanistica, ambiente e manutentivo.
Uffici che per ora, soprattutto in soli 60 giorni di tempo, sembrano impossibili da spostare, vista anche la carenza di locali comunali disponibili sul territorio del Lido. Ma non solo. Il Comune dell'edificio dell'Arit ha finora utilizzato anche l'ampia sala convegni, in occasione di tanti eventi pubblici ma soprattutto delle riunioni del consiglio comunale particolarmente affollate, come nel recente caso dell'adozione del nuovo piano regolatore, che non possono essere tenute nella ridotta sala consiliare nel municipio del centro storico. L'imposizione dello “sfratto” da parte della Regione, se confermata nei prossimi giorni, quindi, rischia di costringere l'ente comunale ad una situazione di vera e propria emergenza.
Per tutte queste ragioni, il Comune ha deciso di opporsi alla nota della Regione pervenuta nei giorni scorsi. Ci sono gli estremi, quindi, per assistere ad un lungo e scomodo contenzioso giudiziario tra i due enti, a meno che non si trovi un accordo: già da giorni, infatti, il commissario prefettizio del Comune di Tortoreto Francesco Tarricone starebbe incontrando responsabili regionali. Il problema è nato sembra a seguito della decisione della Regione di potenziare l'Arit, che quindi richiederebbe ora più spazio per i propri servizi. L'ultima volta al centro del dibattito cittadino del tema della gestione dell'edificio di via Napoli è stata sotto l'amministrazione Monti. In quegli anni, infatti, la convenzione fu rinnovata e, in una delle solite asprissime riunioni del consiglio comunale, l'opposizione guidata dal consigliere Nico Carusi lamentò il fatto che il Comune avrebbe pagato seimila euro di affitto annui per occupare sale di un suo edificio. Oggi, nella lunga scia di polemiche che la notizia ha provocato, lo stesso Carusi ha voluto dire la sua: «Quando l'amministrazione comunale, quella provinciale, quella regionale e pure il Governo nazionale erano dello stesso colore politico, ci fu la possibilità di una opportuna riacquisizione della struttura, in virtù del fatto che stava scadendo la convenzione. Nessuno però fece nulla ed ora ci troviamo a dover affrontare situazioni di questo genere».
Luca Tomassoni
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