La Riccitelli: volevano ucciderci ma la nostra stagione è salva

La società illustra la scelta del PalaSannicolò, che le costerà oltre 200mila euro: «Ci saranno 800 posti a sedere e un palco più grande. Tutte le compagnie e per primo Lavia hanno detto sì al trasloco»
TERAMO. «La Riccitelli farà la sua stagione di prosa al palazzetto dello sport di San Nicolò». Ieri Maurizio Cocciolito, presidente della società Primo Riccitelli, ha ufficializzato quanto era già nell’aria: lo spostamento della 13esima stagione di prosa nell’impianto sportivo di San Nicolò a Tordino, a sette chilometri da Teramo. La guerra del teatro tra Riccitelli e Acs- Abruzzo Circuito Spettacolo, nuovo gestore del Comunale, non si placa, anzi si radicalizza, in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso di Acs contro la delibera di giunta del 4 agosto, con cui il Comune assegnava gratuitamente 15 date in teatro alla Riccitelli (sulle 19 necessarie per gli otto spettacoli della stagione). Quasi tutte quelle giornate, ha comunicato Acs, sono occupate da altre attività programmate da tempo. E per le altre quattro date Acs ha chiesto alla Riccitelli un affitto giornaliero di 3.500 euro più Iva al 22%: «Con la gestione della società Smeraldo l’affitto del Comunale era circa 1.100 euro, 1.300 euro l’anno scorso con la gestione Fasano», ha sottolineato Cocciolito. Intanto è vicino il debutto della stagione. Il 7 novembre, con repliche l’8 e il 9, la Riccitelli ha in cartellone "Il sogno di un uomo ridicolo" di e con Gabriele Lavia, da un racconto di Dostoevskij.
LA SCELTA PALASPORT. «Di fronte della chiusura del Comunale alla Riccitelli da parte di Acs, che rivela la volontà di annientarci, abbiamo individuato nel PalaSannicolò il luogo più idoneo per ospitare la stagione, anche per la copertura in legno ideale per l’acustica», hanno detto Cocciolito e il referente organizzativo Alessandra Colangelo. Tra le possibili soluzioni, escluso il noleggio di un palatenda da montare nel vecchio stadio: «Il noleggio per cinque mesi costerebbe 450mila euro, il doppio dei costi di allestimento del palasport». Che saranno sostenuti dalla Riccitelli, mentre l’uso dell’impianto sportivo del Comune sarà gratuito.
L’ALLESTIMENTO. Sul campo da gioco del PalaSannicolò vi saranno 800 posti a sedere, come in teatro. «Posizioneremo la platea allo stesso modo, con poltroncine di stoffa», ha precisato Cocciolito. Un palcoscenico motorizzato 14 x 12 (12 x 12 le dimensioni del palco del Comunale) consentirà il montaggio delle scenografie senza problemi di altezza. Ci saranno servizio bar e guardaroba e la struttura (già dotata di servizi igienici e spogliatoi, che diventeranno camerini) sarà adeguatamente riscaldata. «Non vi saranno problemi di parcheggio. Inoltre, da piazza Garibaldi partirà un servizio navetta andata e ritorno. Gli studenti che vanno agli spettacoli pomeridiani troveranno il servizio davanti alle loro scuole». Dopo l’ultima replica di ogni spettacolo il palasport sarà disallestito per permettere lo svolgimento dei campionati di pallamano.
LE COMPAGNIE. Prima preoccupazione della Riccitelli è stata verificare la disponibilità delle compagnie a recitare in un palasport. Cocciolito e il direttore artistico Ugo Pagliai hanno subito contattato il primo ospite del cartellone, forse il più difficile da convincere. Ma Lavia li ha rassicurati: «Compresa la situazione, ci ha detto: “Datemi un microfono e una sedia. Sono a disposizione della Riccitelli e di Teramo, felice di recitare in un palasport”». Anche le altre compagnie hanno detto sì al trasloco.
IL PUBBLICO. «Pur tra mille difficoltà affrontiamo con ottimismo la sfida di trasformare il palasport in un teatro, convinti che gli oltre 2.100 abbonati condivideranno la nuova avventura, che affrontiamo proprio per rispetto del pubblico. La questione del teatro è in mano al Comune. Ma anche la Riccitelli ha attivato le vie legali. Non appena avremo il via libera rientreremo al Comunale». Tra gli abbonati le defezioni sono poche, ha detto Cocciolito, «con una flessione naturale di 60-70 unità». In questa settimana che precede il primo spettacolo si tireranno le somme. Ieri nella sede della Riccitelli c’erano un paio di abbonate perplesse. Ma i numeri persi in città potrebbero essere recuperati su San Nicolò e gli altri centri a est del capoluogo.
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