La richiesta: un anno di cassa integrazione per salvare l’Atr

19 Febbraio 2021

COLONNELLA. Un anno di cassa integrazione “per cessazione” per gli 80 lavoratori, da attivare al termine della cassa Covid, nella speranza di trovare nel frattempo nuovi acquirenti interessati a...

COLONNELLA. Un anno di cassa integrazione “per cessazione” per gli 80 lavoratori, da attivare al termine della cassa Covid, nella speranza di trovare nel frattempo nuovi acquirenti interessati a rilevare l’Atr di Colonnella e spalancare loro la strada. L’obiettivo principale dei sindacati, che hanno avanzato questa richiesta ai curatori fallimentari, è evitare i licenziamenti e quindi il distacco dei dipendenti dall’azienda di componenti in carbonio.
Il responso è atteso per i primi di marzo, quando si terrà la nuova riunione del tavolo regionale attivato di recente. I curatori, infatti, al momento starebbero vagliando l’ipotesi, anche dal punto di vista burocratico.
«Quella della cassa integrazione per cessazione è l’unica soluzione percorribile per dare una speranza al gruppo e ai suoi lavoratori», dice Marco Boccanera di Fim Cisl, «Altrimenti a marzo i dipendenti verrebbero licenziati. Percepirebbero la Naspi, ma si reciderebbe il loro rapporto con l’azienda. Anche se si trovasse un’acquirente interessato a rilevare l’azienda, a quel punto non ci sarebbero certezze per il futuro di queste 80 famiglie.
Aggiunge Natascia Innamorati della Fiom Cgil sull’importanza del sito produttivo della Val Tronto: Sarebbe una sconfitta per il territorio e per il Paese. Il carbonio ormai viene usato ovunque. È impensabile, quindi, che non si crei un progetto, anche a livello politico, per riattivare il polo dell’Atr di Colonnella».
Nel frattempo i lavoratori dell’Atr sarebbero senza entrate economiche da alcune settimane. Attendono ancora la proroga della cassa Covid fino al 31 marzo: la domanda all’Inps sarebbe stata inviata nei giorni scorsi .(l.t.)
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