La ricostruzione accelera: contributi per 4,8 miliardi

31 Ottobre 2022

Aperti 11mila cantieri e concessi 15mila finanziamenti per gli immobili privati Raddoppiati gli interventi pubblici: sono 320 con stanziamenti per 874 milioni  

TERAMO . Il caro prezzi e le difficoltà, dovute alla concorrenza del Superbonus al 110%, nel reperimento di aziende per i lavori, non hanno frenato lo slancio della ricostruzione post-sisma del Centro Italia. È quanto si evince dal report presentato dal commissario Giovanni Legnini ieri, nel sesto anniversario della scossa del 30 ottobre 2016, la più forte dello sciame sismico che da fine settembre si propagò fino a gennaio dell’anno dopo. Superato il rallentamento dovuto alla pandemia e agli effetti della guerra in Ucraina, che hanno condizionato i risultati della prima parte del 2021, nel terzo trimestre è stata registrata un’accelerazione nelle richieste di contributi per gli interventi privati, mentre continua a crescere a ritmo sostenuto anche il numero dei decreti approvati e dei cantieri autorizzati. Anche la ricostruzione pubblica, così come quella delle chiese, ha fatto segnare avanzamenti significativi, con un incremento della spesa e dei lavori avviati. Sono gli effetti della semplificazione procedurale avviata con il mandato affidato a Legnini da gennaio 2020 e tradotta anche nelle ordinanze speciali per la parte pubblica.
Gli interventi partiti
Sono stati aperti 11mila cantieri della ricostruzione privata, quattromila dei quali negli ultimi dodici mesi. Pochi giorni fa i contributi concessi sono arrivati a 15mila, passando da 1,6 miliardi di fine 2020 a 4,8 miliardi, mentre le somme effettivamente liquidate alle imprese sulla base dello stato di avanzamento dei lavori nello stesso periodo sono cresciute da 684 milioni a 2,28 miliardi. Gli edifici riparati sono 7.762, per oltre 17.500 singole abitazioni riconsegnate ai cittadini e 7.131 sono gli interventi in corso. I cantieri aperti per la ricostruzione pubblica hanno superato quota 320, il doppio rispetto ad un anno fa. Gli interventi conclusi, considerate anche le chiese sono 365. A metà ottobre la spesa erogata per la ricostruzione pubblica vera e propria ha toccato gli 874,3 milioni di euro, rispetto ai 559 milioni di fine 2021.
Cosa resta da fare
La mole di lavoro ancora da smaltire, avverte il report, è comunque ancora enorme. Il danno complessivo stimato per il terremoto del Centro Italia ammonta, infatti, a 27,2 miliardi, dei quali 19,4 relativi al solo patrimonio edilizio privato. Sul fronte della ricostruzione pubblica, oltre alle quasi duemila opere finanziate, si sta procedendo alla programmazione di nuovi interventi per ulteriori 1,2 miliardi di euro. Di questi, 500 milioni sono destinati alle opere di rigenerazione urbana, 400 milioni per altri interventi pubblici e 300 milioni per le chiese. Saranno Regioni e Diocesi a rimettere entro l’anno gli elenchi dei progetti cui destinare le risorse. I nuovi censimenti hanno fatto emergere la necessità di finanziare altri 2.664 strutture da riparare e 1.300 chiese
il sostegno all’economia
A quelli della ricostruzione si aggiungono i cantieri dei progetti finanziati con il fondo complementare al Pnrr per le aree sisma 2009 e 2016. Gli interventi della prima parte del programma, che prevede investimenti sulle infrastrutture stradali e ferroviarie, la rigenerazione urbana, la conservazione dei beni culturali, lo sport, il turismo, e che riguardano l’area del cratere 2016, sono 525, per un valore di 626 milioni di euro. Per la seconda misura, che riserva circa 700 milioni di incentivi e contributi alle imprese sono in corso i bandi. I primi due, che prevedono agevolazioni per gli investimenti di media e di grande dimensione, hanno fatto registrare il triplo di richieste (600 milioni) rispetto ai 190 milioni di euro disponibili.
il quadro normativo
Tra i risultati indicati nel report viene sottolineato anche quello sulla regolamentazione di interventi e procedure. Negli ultimi due anni il quadro normativo è stato completato. Il passaggio successivo sarà il varo del Testo unico della ricostruzione privata, su cui la cabina di coordinamento per la gestione dell’emergenza ha avviato la discussione. Il provvedimento, che abroga in tutto o in parte una settantina di vecchie ordinanze, dovrebbe essere adottato formalmente a inizio novembre. Procede, in parallelo, la messa a punto della nuova piattaforma telematica per le richieste di contributo, che da gennaio sostituirà il sistema attuale. Lo strumento, già funzionante e in fase di test, sarà disponibile a giorni per la sperimentazione da parte dei professionisti.
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