La rivoluzione dell’assessore Ponziani

Annuncia un festival permanente, un centro di studi storici e la collaborazione con l’ateneo per percorsi museali virtuali
TERAMO. Il leit motiv che accompagna la presentazione della nuova programmazione culturale del Comune di Teramo è racchiuso nello slogan che ha accompagnato tutta la campagna elettorale del sindaco Gianguido D’Alberto: la cultura come capitale. Una vera e propria rivoluzione che passa dal recupero e valorizzazione delle istituzioni direttamente dipendenti dall’ente, a partire dalla Pinacoteca e dall’intero polo museale, a novità come “Lo sguardo di Clio”, Festival permanente che avrà ogni anno un tema diverso, e l’istituzione di un centro di studi storici, politici, giuridici e sociali intitolato a Melchiorre Delfico. Senza dimenticare un diverso rapporto con associazioni ed istituzioni del territorio, a partire dalla Fondazione Tercas, destinata a diventare un vero e proprio partner nella programmazione futura. «La Fondazione è sempre stata vicina alle amministrazioni comunali», ha commentato il presidente della Fondazione Tercas Enrica Salvatore, «e pensare alla cultura come capitale è un concetto molto interessante».
Un programma che passa per il reperimento di quei fondi che ad oggi mancano e per il potenziamento delle risorse umane, oggi inadeguate, anche attraverso il ricorso a professionisti esterni in attesa di bandire i relativi concorsi. E proprio sui fondi una buona notizia arriva proprio dal nuovo rapporto con la Fondazione Tercas, che ha permesso di assicurare un finanziamento al momento quantificabile in 30mila euro. «Il fatto che la prima conferenza della nuova amministrazione sia sulla programmazione culturale è significativo» sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto «Abbiamo sempre detto che bisogna invertire il rapporto tra città e cultura e intendiamo farlo partendo da alcuni punti fermi con cui rilanciare questa città». In questo senso, significativo è anche il luogo scelto per presentare le nuove linee di intervento in tema di politica culturale: la pinacoteca civica, che si inserisce in un particolare rapporto con la villa comunale e in un percorso più ampio di recupero della città e di valorizzazione del polo museale.
A illustrare la rivoluzione culturale che la nuova amministrazione intende portare avanti l’assessore Luigi Ponziani, che spiega come quest’ultima, fin dall’insediamento, abbia lavorato con le diverse associazioni per dare il proprio contributo rispetto ad eventi già in programma a partire dal premio Di Venanzo. «Sono molto contento di essere qui ma anche preoccupato» esordisce Ponziani «perché vedo sia le difficoltà che le possibilità che abbiamo davanti». Se il riallestimento e la riapertura della Pinacoteca civica può essere considerata come la grande priorità, le linee di intervento dell’amministrazione si snodano anche attraverso la collaborazione con l’università di Teramo «per valorizzare, al di là dei luoghi, la complessiva ricchezza artistica dei siti museali che, seppur non direttamente visibili (perché chiusi, come il museo archeologico) diventeranno protagonisti all’interno di un percorso virtuale tutto da costruire». L’idea è quella di dar vita ad una sorta di«museo fuori dal museo» attraverso le possibilità offerte dalla multimedialità. Sul tavolo anche un serrato confronto con la Soprintendenza per quanto concerne la valorizzazione dei siti archeologici e la velocizzazione dei lavoro di messa in sicurezza del museo archeologico così da arrivare alla sua riapertura. «Va ripensato anche il ruolo dell’Arca», continua Ponziani, «che deve essere un luogo di sperimentazione e discussione dedicato all’arte contemporanea. Non può essere solo un mero spezio espositivo».
Ponziani, che sottolinea la necessità di un diverso e nuovo coinvolgimento delle associazioni nella programmazione culturale della città, illustra poi tutta una serie di iniziative in programma, a partire da un ciclo di incontri dal titolo “Giorni di storia”, in cui saranno approfonditi alcuni episodi e temi caratterizzanti la storia sociale, civile e politica di Teramo. All’interno del polo museale avranno poi particolar rilievo le mostre. «Prima della fine dell’anno», annuncia, «proporremo una mostra dal titolo Riti e tradizioni natalizie attraverso i documenti dell’archivio di stato, dell’archivio storico del Comune di Teramo e della biblioteca Delfico». Tra gli obiettivi anche quello di dare nuova linfa al Premio Teramo, dando continuità al premio speciale e legandolo all’opera prima edita.
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