La Rolli non cede sul cambio di contratto

7 Giugno 2014

Incontro in Confindustria con presidio degli operai: l’azienda insiste per il passaggio all’agricoltura

ROSETO. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra i sindacati e i dirigenti della ditta Rolli di Roseto. Le parti si sono date appuntamento nella sede della Confidustria di San Atto, dove era presente anche una delegazione spontanea di lavoratori, una rappresentanza dei quali è stata ammessa all’incontro.

Argomento di discussione il piano di riorganizzazione programmato dai vertici aziendali, i quali hanno annunciato che, dal 1° luglio, applicheranno il contratto del settore agricolo e non più quello di categoria per chi lavora nel settore dell’industria alimentare. La notizia ha avuto un effetto dirompente tra i circa 200 tra impiegati e operai a tempo indeterminato e oltre 600 addetti stagionali, per i quali il passaggio da un contratto “industriale” a uno “agricolo” significherebbe rinunciare a una significativa percentuale di salario mensile e a numerose tutele, non solo normative ma anche contributive. «Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito la ferma opposizione al progetto», sottolinea Franco Pescara, rappresentante della Fai Cisl «naturalmente l’azienda ha la facoltà di procedere anche in assenza di un accordo sindacale. Ad ogni modo al momento non abbiamo colto elementi di avvicinamento: per noi la Rolli è un’industria e non un’azienda agricola; inoltre non intendiamo accettare tagli ai salari dei lavoratori». Preoccupazione espressa anche dal Corrado Peracchia della Flai Cgil. «Abbiamo perplessità sulla parte normativa dell’operazione che si sembra border-line», sottolinea Peracchia «anche se dobbiamo ancora approfondirne i dettagli il che avverrà in un prossimo incontro che l’azienda si è impegnata a convocare. Resta inoltre l’aspetto legato agli stagionali, i quali assumeranno uno status completamente diverso da quello attuale: passeranno, cioè, allo stesso trattamento dei braccianti agricoli con il lavoro a giornata». Intanto il partito dei Comunisti italiani propone la costituzione immediata di un «comitato unitario di lotta», si legge in una nota del gruppo «che unisca in modo organizzato i lavoratori, le rappresentanze sindacali, i cittadini e le parti attive delle istituzioni territoriali e nazionali». (f.ce.)

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