La Ruzzo reti capterà altre tre sorgenti

20 Novembre 2018

Il presidente Forlini risponde alla lettera del procuratore sull’emergenza Gran Sasso: così tamponiamo la carenza idrica

TERAMO. Il Ruzzo capterà tre sorgenti, sulla Laga e sui Monti Gemelli.
E’ una prima risposta all’invito fatto dal procuratore Antonio Guerriero a tutte le istituzioni coinvolte nella vicenda acqua-Laboratorio del Gran Sasso. Guerriero, un mese fa – a chiusura delle indagini sull’acqua – ha scritto a tre ministeri e a molte autorità locali. Ha segnalato «una serie di rilevanti criticità tali da esporre a pericolo di inquinamento le acque sotterranee del Gran Sasso, con preoccupanti possibili ripercussioni sui beni primari quali l’ambiente e la salute pubblica». Ha inviato anche la consulenza disposta dalla Procura invitando le istituzioni «a compiere tutti gli interventi e tutte le opere ritenuti idonei ad eliminare l’accertato pericolo di inquinamento ambientale».
A stretto giro la risposta della Ruzzo reti e del suo presidente Antonio Forlini. «Invieremo al procuratore», conferma Forlini, «le attività che riteniamo di poter mettere in campo per fare la nostra parte. E' mia intenzione inserire progetti di captazione alternativi o integrativi». Il presidente conferma che è quasi pronto il documento che invierà alla procura e dà qualche anticipazione. «Conterrà le azioni di breve e medio periodo che la Ruzzo reti può mettere in campo per il miglioramento complessivo del sistema acque captate dal Gran Sasso. Nell'ambito di queste attività c’è anche l’intenzione – abbiamo già verificato la disponibilità della Regione – di realizzare, usando fonti di finanziamento già stanziate, nuove captazioni nell'area della Laga e dei Monti Gemelli, finalizzate a risolvere alcune problematiche di carenza idrica nel periodo estivo nelle zone montane ma anche a integrare le attuali fonti di approvvigionamento idrico per garantire un miglior servizio in particolare per la Val Vibrata che per la sua collocazione è l'area che più soffre nei momenti di carenza idrica».
Il Ruzzo ora sfrutterà indagini geologiche realizzate una decina di anni fa secondo cui le tre sorgenti individuate producono più di 100 litri al secondo. «Sono fonti consistenti che permetterebbero di servire meglio la zona. Ad esempio San Giacomo di Valle Castellana ora è fornita da una sorgente locale esigua: ci sono periodi estivi, in cui peraltro c’è presenza di turisti, in cui dobbiamo intervenire con l’autobotte». Avere 100 litri al secondo in più, peraltro, in qualche modo compenserà del fatto che ormai da mesi le captazioni vicine al Laboratorio di fisica nucleare sono “messe a scarico”, cioè non immesse nella rete idrica. Ma per fortuna le tre sorgenti principali – Mescatore, Vacelliera e Fossaceca – che hanno una portata di 6-700 litri al secondo, sono in pieno esercizio.
«Con le tre nuove captazioni ridurremo al minimo la possibilità di funzionamento del potabilizzatore», osserva Forlini. Per la cronaca adesso quello di Montorio è in esercizio anche se non immette acqua nella rete: le temperature ancora non crollano per cui non hanno ridotto la portata, ma si prevede un calo drastico. E allora sarà necessario. Per le nuove captazioni, comunque, ci sarà bisogno di tempo. «Bisogna fare i progetti esecutivi, appaltare e realizzare i lavori, che dureranno qualche mese. Ci vorranno un paio d’anni», prevede Forlini. E anche un paio di milioni di euro, sempre secondo sue stime. Il prossimo passo sarà la convocazione di un tavolo, in Regione, per determinare gli atti amministrativi che autorizzano il Ruzzo all’operazione.
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