La sconfitta di Vagnoni e Piccioni lacera il centrodestra in Vibrata

Il solco tra Fratelli d’Italia e Lega si allarga, tira aria di resa dei conti nel Comune di Martinsicuro A Tortoreto è caccia a tre “franchi tiratori” della maggioranza, tensioni anche nella Città-territorio
VAL VIBRATA. La sconfitta di Domenico Piccioni e Massimo Vagnoni nelle elezioni del presidente della Provincia apre a riflessioni interne all’Unione di Comuni Città-territorio Val Vibrata e soprattutto all’interno dell’area di centrodestra. Messi l’uno contro l’altro, i due sindaci-candidati della Val Vibrata non hanno avuto la meglio sull’outsider Camillo D’Angelo di Valle Castellana, riconsegnando al centrosinistra o a parte di esso (il Pd risultava spaccato) la guida della Provincia di Teramo: un flop inatteso, che porterà intanto alla pressoché certa sostituzione dei due consiglieri delegati vibratiani in Provincia, Luca Frangioni (che si è già dimesso da vice presidente) e Gennarino Di Lorenzo, ma anche a una resa dei conti nell’area politica di appartenenza di Piccioni e Vagnoni e a un confronto dentro la Città-territorio. La delusione di entrambi i candidati battuti e dei loro sostenitori è palese perché va al di là del sacrificio delle due figure amministrative: è tutta la Val Vibrata a uscire spappolata dal fuoco amico.
FDI E LEGA. Se si guarda ai partiti, indubbiamente la lotta fratricida fra Fratelli d’Italia e Lega Salvini – che in vallata hanno come leader rispettivamente il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis e il consigliere regionale Emiliano Di Matteo – porterà inevitabili conseguenze, specie in vista delle prossime regionali. L’aria tesa a Martinsicuro, nel dopo voto, ha portato alcuni esponenti dell’amministrazione truentina a dichiarare che nel voto del 2024 ci sarà la resa dei conti. «Ci vediamo alle regionali», dice qualcuno dell’amministrazione Vagnoni facendo intendere che il mancato sostegno al suo sindaco sarà fatto pesare.
IL CASO TORTORETO. Nella maggioranza che regge Tortoreto andrà fatta chiarezza. Voci insistenti parlano di un “tradimento” da parte di qualcuno del governo Piccioni. Insomma, non tutti i fedelissimi del sindaco lo avrebbero votato: si parla di tre voti utili non arrivati a Domenico Piccioni proprio dai consiglieri di maggioranza. Piccioni non si aspettava certamente il sostegno dall’opposizione di Libera D’Amelio o di Mauro Di Bonaventura. Però, indubbiamente, contava sulla solida cintura della sua maggioranza. Spostandosi ad Alba Adriatica, il sindaco Antonietta Casciotti non ha firmato per la candidatura né di Piccioni né di Vagnoni, però ha lasciato che la sua compagine di centrosinistra si muovesse liberamente tra i tre candidati e così è stato.
L’UNIONE DEI COMUNI. I sindaci della Val Vibrata, dopo le elezioni, non si sono ancora riuniti. La maggioranza dei dodici alfieri della vallata aveva firmato per Vagnoni presidente. Il sindaco di Nereto, Daniele Laurenzi, è stato quello che apertamente aveva dichiarato sostegno pieno a Vagnoni bocciando Piccioni anche per le vicende legate al Cda di Poliservice. Cosa succederà ora alla Città-territorio? Forse nulla di palese perché i due candidati – seppur delusi – eviteranno scontri interni all’organismo intercomunale: però l’armonia che regnava nell’ente si è dissolta.
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