La sconfitta scuote i vertici Pd: si dimette il segretario Paci

21 Giugno 2022

Otto volte candidato al consiglio, lascia la guida del partito: «Serve un ricambio generazionale» Per la successione è favorita Costantini, tensioni anche in maggioranza per la formazione della giunta

MARTINSICURO . Bufera post-elettorale nel Pd. Dopo il deludente risultato della tornata si è dimesso il segretario comunale Mauro Paci. Nella riunione di domenica nella sede Dem di piazza Cavour, dedicata proprio all’analisi del voto, il dirigente a messo sul tavolo la lettera di addio all’incarico. «Il lavoro dei Democratici continuerà», fa sapere il dimissionario, «il primo obiettivo credo che sia far entrare nel partito candidati e simpatizzanti di Piazza Grande con cui abbiamo condiviso le elezioni e e che sono persone che rappresentano la storia politica della nostra cittadina».
Paci era già stato segretario della sezione una decina di anni fa, per poi passare la guida a Elisa Foglia. Quando lei nel 2017a aveva accettata la candidatura a sindaco, era tornato a ricoprire l’incarico dirigenziale. Da autentico uomo di partito Paci ha anche collezionato, compresa l’ultima due settimane fa, otto candidature consecutive al consiglio comunale. Il suo passo indietro non implicherà un disimpegno totale dell’ex segretario, ma rappresenta un segnale forte verso un ricambio generazionale dei vertici locali del partito. Nel corso della riunione, tra l’altro, è stato ribadito l’addio all’incarico da parte di Paci non è conseguenza di una punizione ma appunto una spinta a quel rinnovamento della dirigenza più volte auspicato dallo stesso dimissionario.
A breve partirà una nuova campagna di tesseramento da cui far scaturire il riassetto dei vertici Dem. Quello di Martina Costantini, già candidata alle ultime comunali, è il nome più accreditato per la segreteria. Sul fronte della maggioranza resta ancora in sospeso la formazione della nuova giunta. Dopo la proclamazione del sindaco rieletto Massimo Vagnoni e dei consiglieri va fissato un incontro di coalizione per trovare la quadra sulle designazioni. Ci sarebbero problemi in quanto candidati che hanno raccolto molte preferenze spingerebbero per diventare assessori al posto di almeno alcuni dei cinque uscenti tutti rieletti. In ballo c’è anche il posto da presidente del consiglio in sostituzione di Emma Zarroli che, da candidata sindaco autonoma, non è rientrata in consiglio.
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