La scuola di dottorato sarà intitolata a Regeni

TERAMO. La nascente scuola di dottorato dell’università di Teramo sarà intitolata a Giulio Regeni, il dottorando italiano nell’ateneo di Cambridge rapito, torturato e ucciso al Cairo nel 2016 dove...
TERAMO. La nascente scuola di dottorato dell’università di Teramo sarà intitolata a Giulio Regeni, il dottorando italiano nell’ateneo di Cambridge rapito, torturato e ucciso al Cairo nel 2016 dove stava facendo una ricerca di studio. Una notizia annunciata con gli occhi lucidi e la voce rotta dalla commozione dal rettore Dino Mastrocola dinanzi ai genitori di Regeni, Claudio e Paola, in video-collegamento dalla propria abitazione che sono stati accolti con un lungo applauso dalla platea che si è alzata in piedi. Un pomeriggio di festa, ma anche di ricordo nell’aula magna di Giurisprudenza dove sono state consegnate le pergamene ai 52 neo dottori di ricerca, «gli ambasciatori del sapere dell'Università teramana nel mondo» come sono stati definiti dalla delegata Barbara Barboni e premiati i vincitori della terza edizione del Premio in memoria del compianto dottorando italiano. «Giulio era un giovane ricercatore, uno di voi», ha detto Mastrocola ai neo-dottori, «un figlio e uno studioso modello che ci ha insegnato come approcciare allo studio e onoreremo ancora di più la sua memoria con la scuola di dottorato nella quale legheremo tutti i sette percorsi al suo nome che sarà impresso in tutte le pergamene». E, rivolgendosi ai genitori che ha invitato in ateneo per un confronto con gli studenti, ha aggiunto: «Giulio con il suo giovane martirio ha lasciato un passaggio indelebile nelle vostre vite e anche nelle nostre. Grazie a Giulio per il suo esempio e grazie a voi che ci donate l’enorme concessione di intitolare la scuola al suo nome e che ogni giorno ci insegnate, con tenacia e coraggio, che non bisogna mai fermarsi nel cercare la verità e la giustizia». Un delitto impunito e una verità mai trovata per i Regeni. «Chi studia e riceve un riconoscimento con il nome di Giulio ha la grande responsabilità di portare avanti attraverso un braccialetto, un adesivo, un simbolo, il percorso che porta verso la ricerca della verità», hanno sottolineato, « confidiamo che tutte le università, come quella teramana, espongano lo striscione giallo che chiede giustizia». Sull’initolazione hanno detto ancora: “Siamo onorati di essere con voi e apprezziamo molto le parole del rettore. Coerenza, serietà, tenacia di andare sempre avanti per raggiungere i propri traguardi :sono gli elementi fondamentali per un ricercatore, gli stessi che animavano Giulio». Una cerimonia con la partecipazione dei rettori emeriti Luciano D’Amico e Mauro Mattioli e dei docenti responsabili e tutor ei sette corsi di dottorato che ha visto l’accoglienza di benvenuto ai 35 nuovi dottorandi di ricerca e con intermezzi musicali del maestro Simone Sangiacomo. Il premio “Giulio Regeni” per la miglior tesi di dottorato è stato conferito a Sara Ponziani, Davide Trentacoste, Annalisa Scroccarello, Andrea D’Alessio, Simone Morelli, Sara Santella e Giovanni Provvisiero.
Adele Di Feliciantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

