La sede del nuovo ospedale primo dilemma per la giunta

7 Febbraio 2020

L’assessore Verna preme per Piano d’Accio contro i comitati di quartiere che vogliono Villa Mosca Anche il parlamentare del Movimento 5 Stelle Berardini si schiera per utilizzare l’area del Mazzini

TERAMO. Al di là della polemica politica, la giunta appena ricostituita in Comune si trova subito di fronte a un tema spinoso: il nuovo ospedale. La presa di posizione del nuovo assessore Maurizio Verna che ha rivendicato autonomia e rapidità decisionale delle istituzioni sulla struttura sanitaria, rispetto al confronto con la cittadinanza, da circoscrivere ad altre tematiche come il traffico, replica il coordinamento dei comitati di quartieri e frazioni. Il portavoce dell’organismo Demetrio Rasetti definisce «improvvide» le affermazioni del rappresentante della giunta. «L’assessore di un’amministrazione che ha al suo interno un collega delegato alle partecipazioni democratiche», afferma, «non può dichiarare che la collaborazione con i comitati di quartieri e frazioni è un optional».
Il richiamo alla necessità di decisioni rapide sull’ospedale secondo Rasetti è da ricollegare alla posizione di Verna in merito alla collocazione della struttura. «Bisogna correre diritti e spediti», sottolinea parafrasando l’assessore, «senza confronto, verso la localizzazione a Piano d’Accio». Non si tratta, insomma, solo di un problema di metodo, ma anche di sostanza della scelta che resta comunque in capo alla Asl. Il coordinamento, infatti, spinge per la realizzazione del nuovo ospedale a Villa Mosca, nell’area del Mazzini. Questa sollecitazione è stata parzialmente recepita dal consiglio comunale che, correggendo una precedente delibera in cui si faceva riferimento a Piano d’Accio, a fine novembre ha inserito anche lo spazio di Villa Mosca tra quelli utilizzabili per l’intervento. Verna, che in quel momento era consigliere indipendente, non partecipò al voto rimarcando la sua contrarietà all’ampliamento delle opzioni indicate alla Asl. Per questo Rasetti ritiene indispensabile chiarire se Verna si è espresso a titolo personale o a nome della giunta. Nel primo caso le sue affermazioni sarebbero gravi perché, da assessore, non potrebbe parlare per sé su questioni d’interesse pubblico. Nel secondo, dovrebbe essere il sindaco Gianguido D’Alberto a confermare «l’indirizzo della sua amministrazione in merito alla scelta del sito, assumendo le dovute responsabilità nei confronti della città che lo ha eletto». Verna non entra nella questione sollevata dal coordinamento, ma specifica di non aver mai detto che i comitati civici sono un optional. «Sono importanti, hanno ruolo e servono per certi argomenti come il piano della mobilità sostenibile», afferma, «possono aiutare a segnalare problemi di traffico, a dare indicazioni su come risolverli e a segnalare le tante barriere architettoniche in città». L’assessore, comunque, conferma il proprio pensiero sul coinvolgimento della cittadinanza in altri temi come il nuovo ospedale. «Ognuno deve avere il suo ruolo», conclude ricordando la sua provenienza da un comitato di zona, «le scelte le fa la politica».
Per il deputato del Movimento 5 stelle Fabio Berardini l’ospedale deve restare comunque a Villa Mosca. «Ribadiamo la contrarietà a Piano d’Accio», afferma, «e ricordiamo che la Regione, ha la facoltà di modificare la tipologia d’intervento formalizzando la richiesta che deve essere inserita in un decreto di modifica da sottoporre al ministro competente». Gli 81 milioni di euro stanziati, dunque, secondo il parlamentare andranno destinati alla ristrutturazione dell’attuale struttura o a costruirne un’altra nelle vicinanze. «Il consiglio regionale dovrà darci una risposta unanime», conclude, «perché ad oggi dalla maggioranza non l’abbiamo avuta».
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