la sentenza per l’operaio deceduto a bellante

25 Novembre 2014

Era finito a processo con l’accusa di aver venduto la dose mortale a Graziano Torbidone, il trentenne operaio di Bellante che nel luglio del 2011 venne stroncato da una overdose nella sua abitazione:...

Era finito a processo con l’accusa di aver venduto la dose mortale a Graziano Torbidone, il trentenne operaio di Bellante che nel luglio del 2011 venne stroncato da una overdose nella sua abitazione: qualche giorno fa Renzo Di Gaetano, 45 anni, di Canzano, è stato condannato a due anni e e quattro mesi dal giudice monocratico Roberto Veneziano(nella foto). «Appare fin troppo evidente che Renzo Di Gaetano», ha scritto Veneziano nella sentenza, «che nel momento in cui s’incontrava con Graziano Torbidone non poteva non rendersi conto che lo stesso, oltre a risentire di una impellente necessità di essere rifornito di eroina in quanto alle soglie di una vera e propria crisi di astinenza, si presentava in stato di palese ebbrezza, aspetto che poteva ben cogliere al punto da riferire in dibattimento, in occasione delle spontanee dichiarazioni rese «si vedeva che stava un poco ubriaco, si sentiva pure che aveva bevuto», ma nonostante ciò si determinava a cedergli la dose di eroina di cui lo stesso aveva bisogno. Atteggiamento gravemente incosciente in quanto il pervenuto non poteva non conoscere gli effetti negativi che possono essere innescati nell’organismo debilitato di un soggetto assuntore dal connubio di un quantitativo di eroina di quella consistenza e gli elettroliti dell’alcol in circolo nel sangue». la parte civile era rappresentata dall’avvocato Eugenio Galassi.