«La spiaggia per ragazzi autistici non risolve nulla»

19 Giugno 2020

GIULIANOVA. Un’altra presa di posizione contraria alla spiaggia per bambini autistici denominata “Granelli…di gioia”. Questa volta è il padre di un ragazzo autistico, Nicola Cericola, ad intervenire...

GIULIANOVA. Un’altra presa di posizione contraria alla spiaggia per bambini autistici denominata “Granelli…di gioia”. Questa volta è il padre di un ragazzo autistico, Nicola Cericola, ad intervenire affermando: «Pensavo che fosse uno scherzo, una notizia inventata. Ho verificato e sono senza parole. Da padre di un ragazzo autistico e con una lunga esperienza con la disabilità per altri motivi posso affermare di essere sconcertato. Non voglio assolutamente dubitare che tutto il progetto giuliese sia stato pensato e organizzato in buona fede e con tutte le competenze amministrative, professionali e mediche in campo, ma, ancora una volta, nutro seri dubbi di quanto e come le suddette competenze siano vicine al mondo reale». Lo stesso genitore aggiunge che l’autismo è un mondo vasto e complesso con tante sfaccettature da interpretare e si domanda: «Proporre una porzione di spiaggia riservata, esclusiva e probabilmente escludente è una soluzione a qualcuno dei problemi legati alla patologia? Sono certo che nell’immediato alcune famiglie aderiranno perchè stremate dal lockdown e saranno pure grate per aver “respirato” un po’, ma i danni che si provocano con un’iniziativa del genere vanno molto oltre i problemi che si tentavano di risolvere. Per capirci basta vedere cosa fanno a Rimini dal 2013 e mi cadono le braccia. I romagnoli, a circa 200 chilometri di distanza, stessa spiaggia e stesso mare, guardano alla disabilità con uno sguardo costruttivo, ampio, includente, professionale e non pseudo assistenzialista venato di pressapochismo, saltuarietà e autoreferenzialità». Il genitore sottolinea che a Rimini, all’interno del progetto, sono state coinvolte molte attività come hotel, ristoranti e stabilimenti balneari in un progetto di formazione per la migliore accoglienza delle persone autistiche e con una visione corretta della disabilità e aggiunge: «Sull’esempio di Rimini le iniziative da mettere in campo sarebbero piuttosto quelle dirette ai cosiddetti normodatati, gli altri, i ragazzi e adulti, alle strutture ricettive, agli operatori, gli stessi turisti che andrebbero informati, formati, incoraggiati a confrontarsi, accettare, conoscere, convivere con i disabili mentali. Qui invece sono stati semplicemente indicati spazi più o meno attrezzati e tempi in cui i frequentatori siano relegati. Oppure no?». (al.al.)
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