«La spoliazione del nostro ospedale continua»

Il presidente della commissione sanità Ragni sui declassamenti di anestesia e dialisi
GIULIANOVA. Dalle parole ai fatti. Tutte le polemiche dei mesi scorsi sul ridimensionamento previsto per molti reparti degli ospedali teramani adesso si stanno concretizzando.
La delibera della Asl dello scorso 21 ottobre sulla “riorganizzazione provvisoria della Asl di Teramo” dispone una prima applicazione di quanto disposto dal nuovo piano sanitario regionale. In particolare all’ospedale di Giulianova sono stati declassati dei reparti di nefrologia e dialisi e di anestesia e rianimazione che diventano, la prima unità operativa semplice e la seconda unità operativa semplice a valenza dipartimentale. Quest’ultima perde anche il primario Stefano Minora che va ad occupare il posto vacante al Mazzini di Teramo. Il consigliere Luigi Ragni (gruppo Civicamente), presidente della speciale commissione sanità, commenta: «La spoliazione del nostro ospedale è iniziata con la giunta Chiodi e sta proseguendo con quella di D’Alfonso. Non ci sono dubbi».
Assieme ai comuni di Roseto, Notaresco, Morro d’Oro, Mosciano e Bellante è stata stilata una relazione sulla situazione dell’ospedale giuliese. Nel 2015 il documento è stato consegnato nelle mani del governatore, ma evidentemente non ne è stato tenuto conto. Sottolinea Ragni: «Rispetto al piano sanitario regionale vorremmo sapere che ne sarà del nostro ospedale. Non essendoci chiarezza abbiamo richiesto investimenti e sollecitato nuove assunzioni».
Lo stesso Ragni dice di essersi impegnato molto per garantire i livelli di assistenza. Commenta: «Non sono d’accordo con il passato e nemmeno con il presente». Nemmeno la sistemazione del tunnel che collega le strutture est ed ovest è stata recepita, come pure il riequilibrio di personale nei periodi inverno-estate. Conclude il presidente della commissione sanità: «Per Giulianova è stato chiesto il ripristino del reparto di endoscopia che per anni è stato un punto di riferimento per l’Abruzzo e le vicine Marche e l’attivazione di nuclei di assistenza primaria attraverso i medici di base in modo da assistere direttamente i pazienti senza l’invio al pronto soccorso o all’ospedale. Sarebbe stato un bel filtro funzionale, ma anche qui non ci sono state risposte tangibili».
Alfonso Aloisi
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