«La tassa sui rifiuti mi manda sul lastrico»
TERAMO . Deve pagare oltre 4mila euro di tassa rifiuti, ma la sua attività di rifiuti non ne produce. È il caso che vede coinvolto Gilberto Catellani, storico giostraio teramano, al quale la società...
TERAMO . Deve pagare oltre 4mila euro di tassa rifiuti, ma la sua attività di rifiuti non ne produce. È il caso che vede coinvolto Gilberto Catellani, storico giostraio teramano, al quale la società di riscossione tributi Cerin ha recapitato una cartella esattoriale che rischia di mandarlo sul lastrico. Gli oltre 4mila euro richiesti si riferiscono alla tassa sui rifiuti non versata nel biennio 2011-2012 per il parco giochi nei pressi del tribunale. Catellani lo ha allestito proprio in quel periodo, dopo varie peripezie seguite al crollo per gli scavi del Lotto zero dell’area occupata dal giostraio circa vent’anni fa in via Di Paolantonio, pagando l’occupazione di suolo pubblico ma ignorando di dover versare anche la Tari. «Con l’amministrazione non si era parlato di questo tributo», sottolinea, «anche perché le giostre non producono alcun rifiuto». L’unica attività di pulizia interna al parco è lo spazzamento delle foglie che cadono dagli alberi. Catellani le raccoglie per evitare che invadano le sue giostre, ma non si tratta di spazzatura legata alla sua attività. «Gli alberi sono del Comune e non dovrei essere io a ripulire il prato dalle foglie», fa notare. L’imposizione della tassa, con l’aggiunta di sanzioni per gli anni pregressi, al giostraio suona come una vessazione. «Ho sempre pagato tutte le tasse», afferma, «ma non quelle ingiuste e immotivate». La somma richiesta, tra l’altro, sarebbe sproporzionata rispetto agli introiti di un’attività che risente delle condizioni meteo ed ha un’utenza limitata. “Se dovessi pagare più di 4mila euro solo per i rifiuti», fa notare, «non mi resterebbe nulla per vivere». Catellani, dunque, intende resistere alla richiesta di pagamento ed è pronto ad andare in tribunale se non trovasse un accordo con il Comune. (g.d.m.)
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