La Team dà l’ultimatum al Comune

Ranalli: una settimana di tempo per dare una risposta sui 3 milioni di crediti pendenti o partiranno i decreti ingiuntivi
TERAMO. La Team suona l'ultimatum al Comune: una settimana di tempo per avere una risposta sui crediti pendenti, circa tre milioni di euro, o partiranno i decreti ingiuntivi. E' quanto ha rappresentato ieri l'amministratore delegato Luca Ranalli agli altri componenti del consiglio d'amministrazione, il presidente Pietro Bozzelli e Anna Di Russo, riuniti per approvare il bilancio semestrale che si è chiuso con il segno positivo di qualche decina di migliaia di euro.
Ranalli ha inteso avvisare i "colleghi" che non avendo avuto riscontro sulla bozza di transazione inviata nelle scorse settimane, sarà costretto a incalzare il Comune sul riconoscimento del conguaglio dell'ultimo Pef, il piano economico e finanziario della Team. In caso di risposta negativa dovrà dare corso al giudizio pendente al Tar relativo all'esclusione dal Pef 2016 di un milione e 334mila euro di crediti inesigibili che il Comune ha voluto escludere per non spalmare sui cittadini virtuosi il carico delle cartelle Tia non pagate negli anni. A questa somma, per l'amministratore delegato, va aggiunto il recupero di cifre accumulate dal 2010 a oggi che fanno riferimento ad attività sul verde pubblico, di igiene ambientale e di altre fatture di piccoli importi mai contestati, né tantomeno pagati, per un totale che si aggira sui tre milioni di euro. «Ho preso atto della mancata manifestazione di volontà del Comune di arrivare a una definizione bonaria dei crediti pendenti. Concedo una settimana di tempo al Comune per formalizzare una risposta scritta», ha detto Ranalli, «dopo di che procederò con gli atti giudiziari».
Intanto ieri nel corso del cda è spuntato un nuovo bubbone che probabilmente aprirà un altro fronte di guerra tra Team e Comune sul fronte dei cimiteri. Da una convenzione esistente, stipulata nel 2006 e valida fino al 2021, il Comune avrebbe dovuto costruire e dare in gestione alla Teramo Ambiente 700 loculi, ma finora alla municipalizzata ne risultano all'appello solo 150 realizzati nel cimitero frazionale di San Nicolò a Tordino. Restano fuori ancora 550 loculi per un valore di 900mila euro. «Manca un'indicazione da parte del Comune sulla risoluzione di questa convenzione, o se intenda onorare l'impegno», ha detto Ranalli, che puntualizza come, anche in questo caso, l'assenza di chiarimenti sarà oggetto di impugnazione. Una spina che s’aggiunge al complicato nodo dei cimiteri: il Comune ritiene che il nuovo impianto di cremazione debba essere realizzato dal nuovo socio privato, Ranalli invece pensa che questo alteri le previsioni economiche e di incasso della Team, che contava di costruire l'impianto in virtù della stessa convenzione in essere sulla gestione dei cimiteri.
Marianna De Troia
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