La Tendopoli non dimentica il sisma

27 Agosto 2017

Chiusa la 37ª edizione, la Fiaccola della speranza passa tra le mani di sette sindaci del cratere

ISOLA DEL GRAN SASSO. Cala il sipario sulla 37ª Tendopoli di San Gabriele. L’ultimo giorno della manifestazione si è aperto con la tradizionale marcia a piedi verso Isola del Gran Sasso, dove ad accogliere i giovani e la Fiaccola della Speranza c’era il sindaco Roberto Di Marco. Visibilmente commosso, davanti al municipio inagibile, il primo cittadino ha accolto tra le sue mani la Fiaccola passata anche tra le mani dei sindaci di Cascia, Norcia, Cittareale, Amatrice, Campotosto e Montorio: tutti paesi simbolo degli ultimi terremoti.
Al rientro al santuario i ragazzi hanno partecipato alle messa officiata da monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica italiana e, a sorpresa, dal vescovo di Teramo monsignor Michele Seccia, che è destinato a lasciare la diocesi di Teramo-Atri a fine anno ed ha voluto essere presente alla “sua” ultima Tendopoli.
«Carissimi giovani», ha esordito così il vescovo di Foligno prima di iniziare una partecipata e seguitissima celebrazione eucaristica, «Dio ci dà i comandamenti perche vuole educare la nostra libertà. I comandamenti non limitano la felicità, ma indicano come trovarla, come liberare la nostra libertà dalle nostre schiavitù. Giovanni Paolo II, in occasione dell’istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù, disse ai giovani a cui parlava: ”vi auguro di sperimentare uno sguardo di Cristo che ti fissa con amore”».
Monsignor Seccia,nel portare ai ragazzi la preghiera e la benedizione di Fatima, ha detto loro: «Il dono più grande che potete fare a voi stessi tornando nelle vostre comunità è raccontare l’esperienza vissuta qui». Sigismondi e Seccia, al termine della messa, si sono uniti ai tendopolisti nella tradizionale foto-ricordo davanti al vecchio Santuario.