La Teramo Ambiente sarà tutta pubblica

27 Febbraio 2021

L’ente compra la quota del socio privato per un milione e 400mila euro. D’Alberto: «Risparmiati 300mila euro»

TERAMO. La Teramo Ambiente diventa interamente pubblica, passando da società mista a società in house. Il Comune ha infatti formalizzato e definito l'accordo per l'acquisizione della quota del socio privato per 1.400.000 euro e una volta terminati tutti i passaggi amministrativi, a partire da quello in consiglio comunale nel mese di marzo, la trasformazione societaria diventerà effettiva. Ad annunciarlo, ieri mattina, è stato il sindaco Gianguido D'Alberto, per il quale l'accordo oltre a «garantire un futuro e una continuità alla Teramo Ambiente in una prospettiva completamente diversa, non solo per la natura giuridica della società», permette all'amministrazione «di regolarizzare l'attività della Team e riportare a piena legittimità i servizi e la natura della società che non da ieri, non da due anni, ma dal 2010 almeno, versa in una situazione di precarietà».
L'operazione si è chiusa sulla scorta di una perizia di stima, finalizzata a chiudere la trattativa, che ha stabilito un valore dell’intera società di 3.400.000. «La quota parte del 49 per cento ammonta circa a 1.700.000», ha sottolineato D'Alberto, «quindi abbiamo trovato un accordo a una somma inferiore rispetto al valore della quota e ovviamente più bassa di quella pagata a Venezia dal dottor Gavioli, che ringrazio per la disponibilità che ha dato al ragionamento, all'accordo, alla trattativa, ma soprattutto a dare una continuità e un futuro alla società quando ha compreso che l'amministrazione voleva andare in una determinata direzione». Un risultato che per il primo cittadino non era scontato ed è frutto di un costante dialogo con il socio privato. «Per evidenziare quanto sia importante l'accordo raggiunto», ha proseguito D'Alberto, «dentro la perizia c'era anche un'altra stima, effettuata con un diverso metodo e che non è stato seguito per ragioni tecniche, secondo la quale il valore complessivo della società era di 5.200.000 euro».
L'operazione, in ogni caso, non si chiude solo con l'acquisizione delle quote ma getta le basi anche per la definizione dalla partita debiti/crediti con la società. «Nella regolamentazione dell'uscita del socio privato», ha spiegato il sindaco, «abbiamo anche trovato un accordo secondo cui ci sarà una rivalutazione, sulla base di una precisa norma, del patrimonio della società. Questo ci consentirà di arrivare a una redistribuzione dei dividendi che potrebbe portare per il Comune e il socio privato a un incremento di un ulteriore milione di euro, oltre a una quota parte per il Mote, sempre sulla base di una perizia». Somma che il Comune destinerebbe proprio a chiudere la partita dei debiti e crediti, che «diventerebbe a quel punto una transazione tra la società in house e il Comune». Poi un messaggio, preciso e chiaro, ai dipendenti: «Essere dipendenti di una società in house impone un senso di responsabilità e un dovere profondamente diversi rispetto a quelli di una società mista», ha detto, «noi chiederemo l'assoluto rispetto dei cittadini teramani e delle stesse regole che chiediamo ai dipendenti comunali». Sul tavolo anche un'inevitabile ristrutturazione dei costi, a cominciare da quelli fissi. «Elimineremo tutti i costi superflui», ha concluso D'Alberto, «che nulla hanno a che vedere con la gestione dei servizi».
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