La truffa dei tributi intascati: spostato il dipendente indagato

Altra mansione per l’impiegato comunale accusato di essersi appropriato dei soldi dei contribuenti Revocata la qualifica di addetto alla riscossione, la Procura gli contesta anche il reato di peculato
PINETO. L’inchiesta della Procura è agli inizi con tanti passaggi obbligati ancora compiere. Quella interna del Comune di Pineto ha messo nero su bianco i primi provvedimenti: il dipendente comunale (attualmente in ferie) indagato con l’accusa di aver intascato i soldi dei tributi versati direttamente nelle sue mani da svariati cittadini sarà spostato in un’altra area dell’ente e gli sarà revocata la funzione di addetto alla riscossione. Così hanno deciso sindaco e amministrazione dopo i risultati di una prima indagine interna. Dice il primo cittadino Alberto Dell’Orletta: «L’ente non è si è fatto trovare impreparato e ha subito applicato i provvedimenti previsti dalle normative in vigore. Confidiamo nel lavoro dei magistrati e ci auguriamo che l’inchiesta giudiziaria faccia piena chiarezza. Voglio sottolineare che l’ufficio riscossione dell’ente non è marcio: ci sono dipendenti che lavorano nel rispetto delle leggi e dei contribuenti».
Il dipendente è indagato per truffa, peculato e appropriazione indebita dopo alcuni esposti: secondo l’accusa della Procura, tutta ancora da dimostrare, nel corso degli anni avrebbe intascato i soldi di svariati tributi, in particolare Tari e Imu. L’uomo, per un lungo periodo di tempo e anche in piena pandemia, avrebbe ricevuto i soldi direttamente da alcuni contribuenti senza versarli nelle casse dell’ente. Secondo un primo conteggio l’entità della truffa supererebbe i 50mila euro. L’inchiesta della Procura (titolare del fascicolo è il pm Silvia Scamurra) è scattata dopo la presentazione di alcuni esposti da parte di cittadini e qualche giorno fa i carabinieri si sono presentati negli uffici comunali per sequestrare una voluminosa documentazione su cui saranno fatti accertamenti. Si è trattato di atti urgenti disposti nell’ambito dell’inchiesta in corso. Sono stati sequestrati non solo atti ma anche materiale informatico su cui sono in corso già le prime attività di riscontro e per cui non è escluso che la Procura possa disporre una consulenza tecnica proprio per fare chiarezza su tutta la vicenda che potrebbe vedere coinvolti, nella loro veste di parti offese, non solo singoli cittadini ma anche imprese. È ipotizzabile che nei prossimi giorni il numero delle denunce da parte dei cittadini possa aumentare visto che la notizia in questi giorni si è diffusa in una sorta di passaparola e che chi negli anni ha versato i soldi direttamente nelle mani del dipendente stia prendendo atto del fatto di essere stato truffato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

