La Val Vibrata si ribella «L’ospedale non si tocca»

14 Gennaio 2017

Sindaci, movimenti civici e sindacati in coro: «Non possiamo essere sacrificati perché la politica vuole salvaguardare i presìdi di Teramo e Giulianova»

SANT’OMERO. «L'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero non si tocca e non si ridimensiona». L’imperativo categorico lo scandisce il sindaco di Sant’Omero e delegato alla sanità per l’Unione di Comuni Val Vibrata, Andrea Luzii. Gli fa eco il presidente dell’Unione di Comuni, Rando Angelini, che aggiunge: «Noi non ci permettiamo di sindacare sulle esigenze che Teramo e Giulianova vogliono rappresentare per garantire i servizi sanitari sul loro territorio, ma sappiamo di dover difendere i nostri diritti in questo territorio di confine dove la sanità va garantita, migliorata e potenziata per i nostri concittadini. L’Unione aveva già rappresentato le esigenze e lo farà nuovamente, nero su bianco».

Luzii non ci sta al progetto, emerso giorni fa in una riunione dei vertici provinciali Pd, che prevederebbe il sacrificio di Sant’Omero e Atri per far contenti Giulianova e Teramo. «È incredibile come alcuni possano arrogarsi con grande disinvoltura il diritto di decidere per tutti, pensando ad una Val Vibrata supina e pronta a recepire i desiderata degli altri territori e le posizioni tese solo alla difesa di interessi particolari con proposte che lasciano sconcertati. Per qualche tempo era passata l'idea che poteva essere costruito un nuovo importante ospedale in un'area fra Teramo e Giulianova. In questo piano sarebbe rimasto in vita l'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero quale baluardo per la mobilità passiva verso le Marche e perché l'unico a norma e tuttora fortemente produttivo. Da definire il ruolo dell'ospedale di Atri. Poi i dissensi sull'area dove costruire il nuovo ospedale, se più vicino a Teramo oppure a Giulianova, ed ecco l'ennesima giravolta di alcuni politici. Due soli ospedali, uno a Teramo ed un altro a Giulianova. Atri e Sant'Omero ridimensionati, ambulatori, riabilitazione, lunga degenza. Chiunque voglia saggiare la nostra compattezza, la nostra determinazione e il confine delle nostre azioni a difesa dei cittadini non ha che da continuare con le provocazioni».

Anche il movimento civico “Val Vibrata-Monti della Laga”, per bocca dei coordinatori Domenico Di Matteo e Tito Rubini, respinge l’ipotesi. «Dopo che l’idea di un ospedale unico non è piaciuta alla politica di Teramo e Giulianova, ecco quella di salvaguardare le due città a discapito della Val Vibrata. Decidono loro per noi? Non ci pensassero, non staremo a guardare e siamo pronti a sostenere le azioni del territorio a partire dai sindaci». Per Antonio Macrillante della Cgil funzione pubblica sanità «si dimentica che questo ospedale funziona e può funzionare meglio e di più se si danno uomini, mezzi e risorse. Non stiamo al gioco delle parti e non staremo fermi».

Alex De Palo

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