La variante all’Adriatica costa 25 milioni

5 Marzo 2020

La somma è indicata nel quadro economico approvato dalla giunta, previste due bretelle di collegamento alla 553

SILVI. La variante della statale 16 a Silvi costerà 25 milioni di euro. È quanto emerge dal quadro economico approvato di recente dalla giunta comunale di Silvi che ha chiesto ufficialmente alla Regione di intervenire per far inserire la realizzazione dell’opera nel piano triennale degli interventi Anas.
Il progetto prevede la realizzazione di un’ arteria extraurbana alternativa all’Adriatica che avrà due bretelle di collegamento: quella a sud si collegherà con la prosecuzione della circonvallazione di Montesilvano in territorio di Città Sant’Angelo, quella a nord invece scenderà tramite un piccolo viadotto all’altezza del torrente Concio verso il centro commerciale Universo per ricollegarsi con la statale 16. La variante utilizzerà per gran parte del suo percorso la statale 553 collinare. Per il collegamento con la rete stradale cittadina (lungo il tratto della Ss 553 per Atri e per l'immissione nelle strade di Silvi, S. Stefano e Silvi Paese) e interurbana (Atri, Città Sant’ Angelo) saranno realizzate cinque rotonde con vari sbocchi sulla costa. Nello scorso consiglio comunale del 2 marzo si è riparlato dell’opera con una interrogazione presentata dai consiglieri comunali del gruppo Movimento 5 Stelle Simona Astolfi e Massimo Blasiotti avente ad oggetto «il conferimento incarico redazione progetto fattibilità variante Ss 16».
L’attenzione per la realizzazione della nuova rete viaria aveva interessato settimane fa anche le sezioni abruzzesi di Italia Nostra e dal Cap, il comitato abruzzese del paesaggio. Le due associazioni avevano proposto al Comune di Silvi di coordinarsi con i Comuni limitrofi e di impegnare Regione e Anas in una progettazione complessiva, ambientalmente sostenibile. Va detto che il progetto della variante rimane un argomento caldo a Silvi con innumerevoli variabili di carattere burocratico-amministrativo. Un progetto simile era stato presentato circa venti anni fa e non ha mai visto la luce a causa degli elevati costi di realizzazione. Polemico, sulla possibilità di dare vita alla variante, ieri è stato il consigliere comunale del Pd Giovanni Rocchio che ha detto: «Il Comune ha speso 50mila euro per uno studio di fattibilità tecnico economica affidato a un professionista esterno. È chiaro che sarà l’Anas a dover decidere , quindi i soldi sono staati spesi inutilmente. È un progetto impattante da un punto di vista ambientale difficilmente realizzabile per il fatto degli espropri, sempreché l’Anas lo metta nella prossima programmazione triennale».
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