La variante Castellani inutilizzata e nel degrado

1 Agosto 2022

Costata 3,5 milioni, non è mai stata segnalata a dovere e si sta deteriorando Nel tragitto verso l’università ci sono asfalti a pezzi anche in via Memmingen

TERAMO. Se c’è un’opera viaria, tra quelle realizzate nel nuovo secolo a Teramo, a cui si può dare la patente prima dell’inutilità e poi dell’abbandono è la cosiddetta “strada Castellani”, così chiamata perché i fondi per realizzarla vennero trovati dalla parlamentare teramana di Alleanza Nazionale Carla Castellani: costata tre milioni e mezzo e inaugurata nel 2017 dal sindaco Maurizio Brucchi, nelle intenzioni doveva essere una variante del quartiere Villa Mosca utile soprattutto a chi, venendo in città da Est, doveva arrivare all’università e alla casa circondariale di Castrogno. In effetti rispetto agli altri percorsi per quelle mete, che attraversano bei pezzi di città, un’utilità potenziale di quel chilometro e mezzo di strada, c’era. Ma è rimasta solo potenziale perché è mancata completamente la segnaletica: nessun cartello, né con Brucchi né con D’Alberto, ha mai indicato di svoltare in via Franchi per arrivare all’università. E la strada è pressoché inutilizzata.
Oggi, cinque anni dopo l’inaugurazione, tutti coloro che non sanno dell’esistenza di quella strada possono dormire sonni tranquilli: è meglio non percorrerla. Il tratto iniziale, subito dopo gli uffici Inail, si sta infatti deformando irreversibilmente: ancora un po’ e si rischierà di sfasciarci la macchina. Peraltro, fare la strada Castellani significa arrivare a Colleparco, in zona università, da via Memmingen. Le cui condizioni sono ancora peggiori. In particolare si è creato un dosso, nel punto in cui si scollina, molto pericoloso. (d.v.)
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