La Veco non paga gli stipendi, ferie a secco per 75 operai
Martinsicuro, i sindacati accusano i vertici della fonderia «Ritorsione contro i lavoratori per gli scioperi di fine luglio»
MARTINSICURO. Ferie senza stipendio per i 75 lavoratori della fonderia Veco. L’azienda non ha pagato la mensilità di luglio con la motivazione di non aver incassato alcuni pagamenti. E la fonderia adesso è in fermo dell’attività per le ferie.
Sul mancato pagamento insorgono i sindacati. La Rsu e le segreterie provinciali di Fiom Cgil e Fim Cisl lanciano pesanti accuse alla direzione della Veco, che non ha nemmeno indicato una data per il pagamento degli stipendi, fanno notare i sindacalisti. «Giudichiamo tale comportamento una ritorsione contro i lavoratori per le iniziative di conflitto sindacale sviluppate negli ultimi giorni di luglio in merito a organizzazione del lavoro, piano di gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria, mancato rispetto dell'accordo che prevedeva la precedenza nelle riassunzioni dei lavoratori dei reparti cessati». In effetti a fine luglio si sono svolti due scioperi di quattro ore ognuno per protestare contro quello che secondo i sindacati è un «depotenziamento del settore manutenzione, reparto strategico in cui non è stato rimpiazzato un manutenziore andato via e non c’è il caporeparto». Gli scioperi sono stati indetti anche su problemi di organizzazione del lavoro e per il «mancato rispetto dell’accordo sull’utilizzo del bacino di lavoratori in mobilità della Veco per assunzioni: sono state necessarie assunzioni per un paio di settimane e l’azienda inizialmente non ha riassorbito i lavoratori del bacino».
I sindacati vista la situazione di tensione vogliono capire che fine farà il piano industriale discusso tempo fa, compreso l’adeguamento agli adempimenti imposti dall’Arta.
«Riteniamo che la direzione della Veco debba fare chiarezza sulle reale volontà dell'azienda a dare seguito agli investimenti come dal piano industriale sottoscritto tra le parti», osservano infatti la Rsu e le segreterie di Fiom e Fim che « si riservano ulteriori iniziative alla ripresa delle attività produttive».
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