La vedova dell’operaio morto: «Tonino non venga dimenticato»

26 Maggio 2023

Le Donne Democratiche consegnano una borsa di studio ai figli di Fanesi, rimasto ucciso in fabbrica La moglie ringrazia e scrive: «Mio marito non deve diventare solo un numero, ridiamogli la dignità»

GIULIANOVA. Lavoro e sicurezza sono le tematiche affrontate mercoledì sera a Giulianova nell'ambito della conferenza organizzata dalle Donne democratiche della provincia di Teramo, con la partecipazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Apprezzati sono stati gli interventi dell'ex deputato del Partito democratico Emanuele Fiano e del sindaco emerito Francesco Mastromauro. Presenti anche la portavoce provinciale di Donne Dem Maria Fatima Di Giovannantonio, con le rappresentanti territoriali Cinzia Mattucci, Nadia Ranalli e Ana Marà, le quali nel corso della conferenza hanno consegnato una borsa di studio per i tre figli del compianto Tonino Fanesi, l'operaio della Metallurgica Abruzzese scomparso tragicamente sul posto di lavoro nello scorso settembre. «Grazie ai tanti donatori giuliesi che hanno partecipato alla raccolta di fondi», ha dichiarato la portavoce Di Giovannantonio.
Commossa per l'iniziativa la signora Gabriella, vedova di Tonino, che ha fatto recapitare una bellissima missiva, letta nel corso della conferenza: «Mi scuso per non essere presente questa sera, ma è ancora molto difficile e molto doloroso per me e i miei figli Matteo, Davide e Samuele, affrontare giornalmente la perdita di Tonino. Voglio ringraziare tutte voi, per il ricordo che oggi farete di mio marito. Per noi è motivo di orgoglio che venga ricordato come lavoratore. Il 13 settembre 2022 Tonino ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro come tutti i giorni. Il nostro compito è non fargli perdere anche la dignità di uomo, di marito, di padre e di lavoratore. Tonino non deve essere dimenticato, non deve diventare solo un numero. La borsa di studio che oggi donerete ai miei figli, aiuterà a realizzare il sogno più grande di un padre che ha sempre spronato i suoi figli a studiare. Studiare vi darà la libertà! Questo ripeteva sempre ai nostri figli e loro lo hanno ascoltato. Matteo sta per laurearsi in archeologia, Davide studia lettere e vuole diventare giornalista e Samuele è ancora piccolo ma troverà la sua strada. A loro abbiamo trasmesso il rispetto per il lavoro anche il più umile, che bisogna svolgere con coscienza, serietà e rispettando la dignità della persona, innanzitutto. Non si può morire di lavoro! Niente e nessuno potrà restituirci Tonino, ma ricordarlo come state facendo stasera, ci fa sentire abbracciati e meno soli. Grazie dal profondo del cuore, Gabriella».
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