La Villa Suite, successo e proteste

La musica fino alle tre (autorizzata) scatena telefonate a polizia e carabinieri
TERAMO. Le due date de La Villa Suite sono state un successone di pubblico. Venerdì e sabato band teramane e dj hanno fatto ballare tanta gente, giovani e meno giovani, fino alle ore piccole alla villa comunale Bandini nella manifestazione organizzata da Teramo Eventi e dal Comune. Il problema è che anche chi non ha partecipato si è ritrovato catapultato dentro le due serate (anzi, nottate). Il volume esagerato dell’amplificazione ha invaso buona parte della città, facendo tremare i vetri delle abitazioni più vicine. Inutili le telefonate di protesta a polizia e carabinieri: la manifestazione aveva l’autorizzazione del Comune fino alle tre di notte (la prima serata è terminata un po’ prima, intorno alle due e trenta). Inutile poi chiedere il controllo dei decibel. Le forze dell’ordine non hanno l’apparecchiatura per rilevarli e comunque non avrebbero dei limiti a cui far riferimento. Infatti il Comune di Teramo non si è mai dotato di un regolamento dei decibel, uno strumento indispensabile per tenere sotto controllo l’inquinamento acustico e garantire la libertà di tutti, sia di chi vuole divertirsi che di chi non vuole essere invaso dal rumore. Il problema della civile convivenza e del rispetto del prossimo si riproporrà sabato prossimo quando in piazza Martiri ci sarà una festa di saluto all’estate, che prevede tra l’altro un dj-set a partire dalle 24.
Si ripropone anche il problema della fragilità della villa comunale intitolata all’eroe Stefano Bandini, e dell’opportunità di farne la sede di eventi di forte impatto. Il giardino botanico è stato negli anni mortificato da cantieri infiniti, abbandono, sporcizia, scritte sui muri della pinacoteca, senza contare il brutto manufatto piazzato davanti al museo, che conduce, insieme a una gradinata altrettanto incongruente, al vuoto dell’ipogeo. I cigni sono spariti da tempo dal laghetto, colonizzato da una folla di voraci tartarughe, per lo più lasciate lì da qualche “amante” degli animali. Le enormi lettere che disegnano il nome Teramo nell’angolo più nascosto della villa (punteggiato di siringhe) sono spesso utilizzate come giaciglio; leggibili solo dall’alto, ne sfugge il quid: tag per foto satellitari? Indicazione stradale per astronavi aliene?
Domenica mattina gran parte della villa era stata ripulita dalla Team, ma c’erano ancora cartacce, bottiglie, bicchieri di plastica, lattine e sporcizia assortita nel laghetto. Il consigliere comunale Guido Campana precisa che la sporcizia era antecedente a La Villa Suite, così come le scritte sui muri della pinacoteca. Campana aggiunge inoltre che all’interno della manifestazione era vietata la vendita di bottiglie di vetro e tutte le bevande erano servite in bicchieri di plastica. Dunque, per lui, nessun danno dalle due notti musicali. Comunque il Comune non fa una bella figura, ammettendo che sporco e scritte stanno lì da tanto a deturpare il più antico parco cittadino, che forse dovrebbe risuonare solo dei giochi dei bambini. Ma questi, chi ce li porta più?
Anna Fusaro
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