il ricordo dello storico leader dei radicali

L’Abruzzo celebra Pannella. Il messaggio del presidente Mattarella: "Uomo del dialogo ed europeista".

20 Maggio 2026

Messaggio del presidente della Repubblica letto alla cerimonia al cimitero di Teramo

TERAMO

Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella lette davanti alla tomba di Marco Pannella hanno impresso un significato ancor più alto alla cerimonia di commemorazione che si è svolta al cimitero di Teramo per il decennale della scomparsa del leader radicale. Il presidente, in occasione dell’anniversario, ha divulgato un messaggio teso non solo a ricordare la figura di un politico che col suo radicalismo ha sradicato tabù e combattuto ingiustizie, ma anche volto a sottolineare l’importante eredità di valori che Pannella ha lasciato anche a chi «non ha condiviso tutte le sue battaglie». Il fondatore del Partito radicale riposa a Teramo, sua città natale alla quale è sempre rimasto legatissimo. E, nella quale, ha scelto di voler esser sepolto. Ieri mattina davanti alla sua tomba si sono ritrovati istituzioni, amici, dirigenti locali e nazionali del Partito, collaboratori e sostenitori radicali. Il gonfalone della città e le rose rosse hanno fatto da cornice a letture di articoli scritti su Pannella e di appunti scritti da Pannella. Un reading alternato a racconti di chi, con Marco, ha condiviso battaglie e iniziative. Tra questi Sergio Rovasio, coordinatore dell’associazione Marco Pannella di Torino, che ha letto il messaggio del presidente Mattarella. Non senza commozione. Il presidente della Repubblica ha definito il leader radicale «uomo del dialogo» ed «europeista tenace e convinto», riconoscendogli i merito di lotte di altissimo valore sociale e umano, come quella contro la pena di morte.

L’AMORE E LE RADICI

Tra i presenti alla cerimonia anche la compagna di Pannella, Mirella Parachini, che ha più volte levato lo sguardo verso la foto dell’amato compagno salutandolo commossa con quel «Ciao Marco» che cela una complicità che il tempo, l’assenza e la morte non hanno sbiadito. A ricordare la statura politica e umana del leader radicale è stato anche il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, che lo ha definito innovatore dal profilo internazionale. «Proprio perché la sua figura ha avuto un profilo internazionale, è ancora più forte per noi il dovere di ricordarne le radici teramane. Quelle radici teramane che non ha mai dimenticato ma che, al contrario, ha sempre rivendicato con forza», ha detto il sindaco, «Da Teramo, Marco, ha gettato i semi del suo agire politico: il civismo inteso come libera aggregazione di cittadini attorno a un progetto comune, la partecipazione come esercizio quotidiano di democrazia, l’attenzione all’ambiente, la cura del patrimonio storico e culturale, la difesa della città come bene comune». Il presidente del consiglio comunale Alberto Melarangelo ha infine ricordato gli anni di Pannella consigliere comunale a Teramo e le sue lotte per la città.

IL TRIBUTO DI GIULIANOVA

La cerimonia al cimitero si è inserita in un’agenda di appuntamenti dedicati al decennale della morte di Pannella. Lunedì sera all’Ipogeo di Teramo c’è stata la presentazione del libro “Pazzi di libertà”, pubblicato dal Centro: un’occasione per ricordare il leader radicale tra aneddoti, riflessioni politiche e giornalistiche. Ieri, dopo il raccoglimento davanti alla sua tomba, c’è stata una cerimonia a Giulianova: nello slargo dove sorgeva l’abitazione estiva di Pannella e dove trascorse le sue vacanze da bambino, è stata scoperta una targa a lui dedicata alla presenza del sindaco Jwan Costantini. Il posizionamento della targa ha preceduto l’intitolazione della piazzetta verde, come richiesto da una mozione presentata dalla consigliere Marialuigia Orfanelli e approvata all’unanimità. Diversi gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, di amici e famigliari di Pannella: ognuno con un ricordo. «Ero sulla spiaggia», ha raccontato Rovasio, «e Marco è entrato in acqua e ad un ceto punto non lo vedevo. Quando da lontano ho scorto il suo viso mi sono rassicurato. Quando è uscito dall’acqua gli ho chiesto come mai fosse andato così lontano e lui mi ha risposto: per vedere bene quanto è bella Giulianova». Tra gli interventi, anche quelli della compagna Parachini, del referente teramano del Partito radicale Ariberto Grifoni; dell’ avvocato Giuseppe Rosso Di Vita, dell’ex senatore Antonio Franchi, del direttore del Centro Luca Telese, dell’ex sindaco Francesco Mastromauro e del cugino di Pannella, Carlo Tacchetti, che ha donato la targa e curato l’iniziativa.

IL TRIBUTO DEL PD

In questi giorni sono stati tanti i messaggi e gli interventi dedicati a Pannella. Quello che il deputato del Pd Luciano D’Alfonso affida al Centro è limpido nel definire il leader radicale un «Santo laico». «Ha combattuto le sue battaglie, ogni giorno; ha donato tutto se stesso, a partire dal suo tempo, che è ciò che di più sacro abbiamo; ha conservato il suo credo, coerente sino all’ultimo, con un’apertura mentale rara che gli ha permesso di partire da una parte per abbracciare il tutto», scrive D’Alfonso che torna a riconoscere i meriti che Pannella ha avuto nell’anticipare temi e battaglie sui diritti civili e auspicando che la sua eredità, politica e umana, venga trasferita alle nuove generazioni. Più voci, in questi giorni fatti di tasselli di storia messi insieme attorno alla figura dell’illustre teramano, hanno indicato una via chiara: fare di Pannella, del suo carisma, dei suoi strumenti di lotta e del suo linguaggio politico oggetti di studio. Per D’Alfonso «Pannella è stato e resta una indiscutibile istituzione umana, politica, sociale e democratica, capace di superare, già venti, quindici anni fa, la dicotomia tra destra e sinistra, riuscendo a dialogare, e anche a litigare all’occorrenza, con tutti. Per Pannella lo strumento referendario non era solo un esercizio di consulenza retorica e facoltativa, ma era l’immagine identificativa della parola partecipazione collettiva nell’interesse di tutti, era la realizzazione plastica della parola democrazia».

Anche il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, consegna una sua riflessione su Pannella: «In un tempo in cui la politica è spesso rumore, rabbia e propaganda, manca terribilmente una figura come la sua, in grado di parlare di libertà, con quella passione assoluta, quasi\ dolorosa. Marco ci lascia una lezione che va oltre la politica: non smettere mai di lottare per ciò che è giusto».

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