Ladre in trasferta a casa di anziani, arrestate

17 Giugno 2014

Quattro rom residenti tra Alba e Martinsicuro accusate di aver fatto furti in provincia di Rieti

TERAMO. La tecnica è sempre la stessa,anche fuori regione: fingersi impiegate dell’Inps o della Asl, ma anche volontarie della Caritas, per carpire la fiducia di anziani che vivono soli. La scusa di controllare qualche documento, apparente gentilezza e parole mirate a colmare solitudine e vuoti fanno il resto: poi basta poco per portare via soldi e gioielli, magari quelli della pensione o ricordi di vita. Quattro rom teramane residenti tra Alba Adriatica e Martinsicuro sono state arrestate su ordinanza del tribunale di Rieti con l’accusa di aver commesso furti a ripetizione tra marzo e aprile. Gli uomini della squadra mobile di Teramo guidati da Gennaro Capasso, con i colleghi di Rieti, le hanno identificate notificando loro tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e un obbligo di dimora. Due di loro erano state fermate ad aprile scorso dalla polizia reatina a bordo di un'auto sulla quale c'erano arnesi da scasso. In alcuni casi il bottino ha sfiorato i diecimila euro. Le rom destinatarie delle misure sono Clelia Spinelli, 45 anni, di Martinsicuro; Manuela Filomena Spinelli, 29 anni, di Alba; Rita Di Rocco, 48 anni, di Alba Adriatica e Dora Spinelli, 39 anni, di Alba Adriatica. Le prime tre sono destinatarie di una misura cautelare in carcere, mentre la quarta della misura dell’obbligo di dimora ad Alba Adriatica. Le indagini sono scattate dopo che due di loro sono state fermate dalla polizia reatina: erano a bordo di un'automobile sulla quale, in un vano ricavato appositamente, c'erano arnesi da scasso. Da quel controllo si scoprì che le due donne avevano commesso un furto e ne avevano tentati altri due, in compagnia con le altre due zingare. Le quattro si presentavano alle porte delle case di anziani spacciandosi come venditrici ambulanti, rappresentanti di uffici pubblici, come Inps e Asl, associazioni di volontariato, della Caritas, o addirittura persone conosciute come amiche anche di parenti o di badanti. Una volta in casa facevano finta di sentirsi male e con la scusa di poter avere un bicchiere d'acqua riuscivano a raggirare i malcapitati, facendo entrare in casa le complici che provvedevano a “ripulire” la casa degli oggetti d'oro e del denaro.(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA