Lampare a rischio, servono tutele

11 Ottobre 2016

La flotta truentina si è ridotta da 30 a 8 imbarcazioni, persi 400 posti di lavoro

MARTINSICURO. Rischia di scomparire la pesca con le lampare. Un decennio fa le imbarcazioni del settore erano 30, ora la flotta si è assottigliata a 8 motopescherecci con scenari tutt'altro che rosei per il futuro dell'attività, almeno in questo spicchio di Adriatico. La classica pesca con le lampare che ha fatto la storia della pesca truentina è in forte difficoltà e chiede rimedi.

A lanciare una sorta di ultimatum alla Regione è Vincenzino Crescenzi, presidente dell'organizzazione dei produttori “Abruzzo Pesca” di Martinsicuro, ricordando i vecchi e nuovi problemi che affliggono il settore della cattura del pesce azzurro.

«Una tipicità, quella della pesca a circuizione», spiega Crescenzi, «che rischia di scomparire in Adriatico. O meglio: sarà praticata solo dalle imbarcazioni croate, che a differenza di noi, con il supporto delle istituzioni, riescono ad organizzare le proprie attività in funzione delle proprie peculiarità». La flotta delle lampare di Martinsicuro era una delle più importanti del centro Adriatico ma negli ultimi 10 anni ventidue barche non effettuano più questo tipo di pesca e si sono persi oltre 400 posti di lavoro. In una nota scritta all'assessore regionale Dino Pepe vengono evidenziate alcune criticità, come l'elevata presenza di tonni in Adriatico, con l'azzeramento da parte delle norme delle quote per le lampare. Difatti è un tipo di pesce che le imbarcazioni a circuizione non possono pescare, ma che di riflesso rappresenta un grosso ostacolo per la cattura di alici e sarde. La presenza di banchi di tonni, infatti, fa disperdere l’esiguo pesce azzurro presente e la stessa specie danneggia le reti. Nella lettera inviata a Pepe, i produttori chiedono un intervento diretto da parte delle Regione, suggerendo alcune precise azioni per cercare di salvare questo tipo di pesca. Mettere a disposizione le imbarcazioni per intraprendere studi e monitoraggi su quello che realmente accade, un aiuto per il mancato guadagno alle 8 imbarcazioni ancora presenti nel comparto e l'inserimento della problematica del pesce azzurro come punto all'ordine del giorno nella prossima consulta regionale della pesca. «L'aspetto del quale le autorità devono prendere coscienza», sottolinea ancora Crescenzi, «è che la soluzione del problema può essere trovata attraverso l'attuazione di piani locali di gestione garantendo reddito alle imprese e contestualmente salvaguardare le risorse ittiche dell'ambiente marino con adeguati mezzi scientifici di ricerca».

Sandro Di Stanislao

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