Lanciotti: «Perse 600 imprese artigiane»

L’allarme del presidente della Camera di commercio. Cauti (Confindustria): «Serve più innovazione»
COLLEDARA. «Negli ultimi anni nei comuni del cratere sismico abbiamo perso seicento imprese artigiane, soprattutto piccole attività». Questo il dato illustrato dal presidente della Camera di commercio di Teramo Gloriano Lanciotti che disegna una situazione allarmante per l’economia dell’entroterra. Il 18 giugno c'è stata la riapertura dei termini, fino al prossimo 18 luglio delle agevolazioni della zona franca urbana, un po’ di respiro per gli operatori economici, ma non risolutiva della crisi in corso. La zona franca è uno stimolo molto importante in questo momento, ma è necessario ricostruire edifici, infrastrutture e l' identità di questo territorio per non far andare via persone e imprese. Abbiamo messo in campo diversi progetti e milioni di euro a sostegno delle attività imprenditoriali del cratere, ma la situazione è delicata e la mia preoccupazione è che se ci sarà la fusione tra le camere di commercio di Teramo e L’Aquila non riusciremo più a monitorare le piccole realtà». Criticità evidenziate anche dagli stessi imprenditori. «È giusto che una parte dei fondi della ricostruzione sia destinata al lavoro che permette la sopravvivenza dell’economia di queste zone», ha aggiunto Giammario Cauti, nuovo presidente Confindustria giovani Teramo, «ma per le imprese sono necessari anche altri fattori come lo snellimento della burocrazia, un facile accesso al credito e l'apertura a modelli di sviluppo attuali: sì alle tradizioni, ma anche all'innovazione e alla digitalizzazione». E il turismo può essere il volano dell’economia delle aree interne. «Stiamo cercando di far confluire nel bando Re-Start più fondi per questo settore che può dare molto ai comuni cratere», ha detto Sandro Ciacchi, coordinatore dei sindaci del sisma 2009, «come può dare molto la rivitalizzazione dei centri storici e l’utilizzo delle seconde case ricostruite come strutture ricettive». «Il bando “Fare-centro 2019” dell’Aquila dovrebbe essere riproposto anche per il 2016 e in tutti i comuni cratere» ha aggiunto il direttore dell’Usr Rivera. «Parlare di futuro è già una speranza», ha commentato il vice presidente della Provincia Alessandro Recchiuti. «E parlare di prospettiva economica lo è ancora di più». ha concluso il sindaco Tiberii, «perché una ricostruzione senza prospettiva sarebbe inutile». (a.d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

