Landini ai lavoratori teramani «Bisogna aumentare i salari»

Il segretario della Cgil attacca: «C’è una forte emergenza sociale che il Governo non capisce Basta con i bonus, servono riforme strutturali importanti a cominciare da quella fiscale»
TERAMO. Salari bassi, precariato e un’emergenza sociale «che il Governo continua a non capire». È un Maurizio Landini che dice basta ai bonus e invoca a gran voce riforme strutturali, a cominciare da quella fiscale, quello che all’assemblea generale della Cgil teramana tratteggia l’immagine di un Paese che arranca più degli altri tra economie ormai di guerra e risorse sempre più a rischio. E se i luoghi sono la memoria storica di una comunità allora non c’è posto più indicato di quella che un tempo fu la leggendaria azienda Villeroy & Boch, con i suoi tantissimi operai (prima) e la difficile vertenza (dopo), a raccontare anche da Teramo quella che il segretario generale della Cgil definisce «una situazione esplosiva».
«Oggi è il momento di adottare misure straordinarie su reddito e salario», dice, «la gente non arriva a fine mese. Bisogna mettere in campo provvedimenti che siano in grado di affrontare questa situazione. Basta con gli interventi una tantum come i 200 euro che andranno nelle buste paga di luglio per chi guadagna fino a 35mila euro. Questo governo continua a non capire che le persone faticano ad arrivare a fine mese. La situazione sociale sta diventando esplosiva. Oggi prezzi e inflazione portano via una intera mensilità all’anno a chi lavora. Basta con i bonus. È il momento di fare riforme strutturali, a partire da una riforma fiscale degna di questo nome. E questa riforma deve aumentare il netto in busta paga, a partire dai redditi più bassi e più colpiti. Si deva tagliare strutturalmente il carico fiscale su lavoratori e pensionati che sono anche coloro che in questo Paese pagano le tasse».
Una delle richieste di Landini è quella di rinnovare subito i contratti nazionali. «E su questo qualcosa negli ultimi giorni è stato già fatto», dice, «penso al rinnovo del contratto nel settore chimico, farmaceutico, penso al fatto che finalmente si è rinnovato il contratto della sanità sia pubblica che privata». Un sistema, quello del lavoro, in cui il precariato domina: «Tra contratti a termine, part time involontario e tutte le varie forme di contratti in Italia ci sono almeno sei milioni di persone che vivono con un reddito annuo intorno ai diecimila euro. Questo non è sicuramente l’immagine di un Paese civile». E poi la crisi dell’automotive che, dice Landini, non è solo quella dell’Abruzzo, ma di tutta Italia in un momento in cui, tra l’altro, l’Europa ha bandito dal 2035 le auto diesel e a benzina. «Il problema oggi in Italia è avere un piano vero che ancora non c’è per quello che sta succedendo. Siamo in un momento in cui in tutto il mondo si sta riorganizzando il settore della mobilità. Non si può aspettare il 2035. Abbiamo bisogno adesso di fare un piano straordinario che metta in campo le risorse delle imprese ma che sia anche una idea di politica industriale dove i soldi pubblici vengono messi per costruire quelle filiere produttive che servono a fare prodotti innovativi, che non inquinino, che assumano l’elettrico, l’idrogeno, che assumono l’idea di mobilità diversa».
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